Extra quotidiano

Il nodo delle pensioni

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La legge di Stabilità per il 2017 vede tra i punti principali la ridefinizione delle regole per la pensione anticipata. Questo particolare argomento è sempre più scottante in Italia, tra l’età per ottenere la pensione di vecchiaia che si allontana sempre più e il ricambio generazionale che stenta a decollare.

Le novità per il 2017

La discussione delle ultime settimane, per quanto riguarda le pensioni, è quasi totalmente incentrata sull’APE, o Anticipo Pensionistico. Si tratta di introdurre uno strumento che permetta di andare in pensione prima dell’età stabilita per la maturazione del pieno requisito della pensione di vecchiaia, stabilito oggi a 66 anni per gli uomini e a 62 per le donne. L’APE prevede la possibilità di anticipare la pensione; il pagamento dell’assegno avverrà però attraverso un prestito, che dovrà poi essere restituito, nel momento in cui si comincerà a godere dell’effettivo assegno pensionistico.

Come funziona l’APE

Il meccanismo è abbastanza semplice: il lavoratore potrà andare in pensione fino ad un massimo di 3 anni e 7 mesi prima dell’effettivo raggiungimento dell’età pensionabile. I lavoratori che potranno ricorrere all’APE dovranno avere almeno 63 anni, se uomini, e un minimo di 20 anni di contributi. L’assegno ricevuto sarà pari al 95% della pensione effettiva. Il prestito dovrà essere restituito in rate mensili, che saranno prelevate direttamente dalla pensione, nel momento in cui si comincerà a percepirla.

Quanti lavoratori

Nel 2017 sembra che saranno quasi 100.000 i lavoratori interessati dell’anticipo pensionistico; si tratta di cifre elevate, che coinvolgono le persone che hanno dai 61 ai 63 anni d’età. In alcuni casi si tratta di persone prive di occupazione, i cosiddetti esodati.

L’APE social

Il governo ha anche individuato alcune categorie di lavoratori che potranno richiedere l’APE senza dover poi restituire il prestito ricevuto. In questi casi sarà il governo stesso ad occuparsi delle rate mensili. Le categorie interessate dall’APE social sono quelle che hanno maggiori necessità oggettive, come ad esempio i disoccupati, gli invalidi o che devono curare un familiare affetto da invalidità grave, i lavoratori impegnati in occupazioni usuranti.

Discussioni ancora in atto

Nonostante sembra che la futura Legge di Stabilità conterrà certamente l’APE, ad oggi sono ancora tema di discussione le condizioni che riguardano questo tipo di proposta. Uno dei tempi più scottanti sono gli interessi da pagare sul prestito ricevuto e la possibilità per le aziende di favorire il prepensionamento di alcuni dipendenti, impegnandosi a restituire parte dell’APE.

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