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Con uno scarno messaggio Fabio Pardini, padre della vittima, ha dato via Facebook l’orrenda notizia del decesso della sua bambina, protagonista nei mesi scorsi della campagna social #SalviamoElisa.
La bimba, di soli 6 anni, era stata colpita da una rarissima forma di leucemia e da ben tre anni tutta la famiglia si era trasferita dalla città di residenza, Pordenone,  a Roma per le cure all’ospedale Bambino Gesù.
Durante questi anni, due trapianti di midollo ma il sacrificio dei suoi genitori e la solidarietà da tutta Italia non sono riusciti a risparmiare Elisa dal triste destino.
Era noto infatti, che negli ultimi giorni le sue condizioni di salute erano purtroppo peggiorate.

Poche ore prima invece,  lo sfogo della mamma della piccola Elisa, Sabina, nel commentare la situazione attuale durante la piena emergenza sanitaria da Coronavirus.
“Non so cosa darei per ‘Restare a casa’ con la mia bimba – scriveva sempre su Facebook – Purtroppo sono già 3 anni che non vedo più né la nostra casa né gli affetti più cari. Il destino è stato veramente crudele. Io e il mio compagno Fabio pur di riuscire a salvare la nostra piccola Elisa (affetta da una leucemia rarissima e gravissima) abbiamo lasciato tutto e tutti (siamo di Pordenone e ci siamo trasferiti a Roma sono 600 km di distanza) pur di starle vicino 24 ore su 24 senza mai uscire entrambi dalla stanza dell’ospedale”.

La vicenda della piccola Elisa, era nota ai più grazie al padre, Fabio, che aveva fatto conoscere il dramma della sua famiglia sui social, lanciando la campagna #SalviamoElisa.
Una campagna volta a trovare un donatore di midollo osseo, compatibile con quello necessario a cercare di salvare la vita della sua piccoletta.
Purtroppo però, entrambi i trapianti di midollo ai quali la piccola dopo tante peripezie era stata sottoposta non avevano avuto esito positivo.

Un recente studio pubblicato sulla rivista ‘Pnas’ da ricercatori dell‘università di Cambridge nel Regno Unito e da colleghi tedeschi, ha rivelato che il paziente 0, quindi il primo a contrarre il Covid-19,  si è infettato tra la metà di settembre 2019 e l’inizio di dicembre dello stesso anno.
Lo studio è stato fatto analizzando alcuni genomi virali completi sequenziati in tutto il Mondo dopo essere stati isolati da malati, guariti e non, di Covid.
Sono così stati identificati ben 3 diverse varianti genetiche del virus – la A, la B e la C, quest’ ultima sarebbe poi quella presente in Italia e in tutta Europa.

Secondo sempre questo studio poi, il Virus avrebbe fatto ingresso in Europa in concomitanza con il primo caso accertato: quello del 27 gennaio in Germania, che poi ha trasportato il Virus anche in Italia.
Accertata poi un’altra via di infezione italiana, ovvero quella correlata a un ‘cluster’ virale di Singapore.
Lo studio è andato quindi ad analizzare i primi 160 genomi virali completi sequenziati da pazienti Covid nel mondo dal 24 dicembre al 4 marzo, per poi arrivare nel mese di Aprile a ben 1001 genomi analizzati.
Una delle prime cose emerse dallo studio, è stata l’impossibilità di definire in modo ordinato un albero genealogico Covid-19, causa troppe mutazioni.

Come detto quindi, sono state identificate 3 diverse varianti.
La A, è considerata dagli autori “la radice dell’epidemia”, e quindi la più strettamente correlata al virus trovato di recente sia nei pipistrelli che nei pangolini.
La variante B deriva invece dalla A, dalla quale si distingue per sole due piccole mutazioni.
Mentre la C è a sua volta ‘figlia’ diretta della B.
Analizzando poi i dati proveniente da Wuhan, si è scoperto che la tipologia B era quella predominante durante l’epidemia, come in tutta l’Asia.
Quindi, si è capito che il tipo B aggredisce principalmente popolazioni asiatiche, mentre il C popolazioni europee.

Tra le tante incognite della Fase 2 dell’epidemia di Covid-19, forse la più profonda riguarda i trasporti pubblici, da sempre agglomerati di gente e con poca igiene.
In particolare, l’Atac, ovvero la ditta che gestisce tutti i trasporti di Roma (Metro, Bus e Tram), sta iniziando ad elaborare un piano per far viaggiare le persone in sicurezza.
Tra le idee che più sembrano fattibili,  c’è quella di ingressi a numero controllato.
Questo potrebbe permettere di poter mantenere le distanze di sicurezza all’interno dei mezzi pubblici e quindi cercare un minimo di rispettare le regole.
L’altre faccia della medaglia però, è il fatto che porterebbe tempi di attesa molto più lunghi.

Ancora non c’è una data ufficiale, o meglio ancora non si sa quando la gente tornerà ad affollare la metro di Roma, ma gli enti locali lavorano per farsi trovare il più possibile pronti.
E tra i settori di sicuro più delicati da gestire c’è il trasporto pubblico, notoriamente preso d’assalto dai romani e dai turisti, luogo di continue resse e assembramenti per eccellenza.
Per questo si è pensato di contingentare le entrate, sia sugli autobus che soprattutto sulle metropolitane.
Per dirla in parole povere: ingressi a numero chiuso.

A dichiararlo è stato proprio oggi l’assessore alla Mobilità Pietro Calabrese durante una seduta speciale di commissione capitolina dedicata in particolare alle misure messe a punto da Atac per affrontare l’emergenza covid-19 che sta distruggendo economicamente il nostro Paese.
Per questo motivo, saranno necessari controlli più stringenti e quindi più personale.
Per rimediare a questa mancanza di personale, si è pensato quindi di sfruttare la forza lavoro di chi ora è in cassa integrazione.
Ovviamente, ogni dipendente dovrà obbligatoriamente indossare guanti e mascherine e dovranno tutti rispettare le distanze di sicurezza.

 
 

 

 

Parole dure arrivano dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.
Di fronte ad altre esitazioni e negazioni da parte dell’Unione Europea, Il premier non ha potuto far altro che far sentire la propria voce.
Infatti, come riporta ilfattoquotidiano.it, durante un’intervista ala nota testata tedesca, Bild, il Premier italiano ha dichiarato: ” Ue ammorbidisca le regole o facciamo senza l’Europa. La delusione non è mia ma di tutti gli europei
Dunque, è stata chiaramente ribadita la line che il Governo terrà: nel caso in cui l’Europa non acconsenta a regole più morbide per quanto riguarda il bilancio, l’Italia lo farà lo stesso, da sola.

La dichiarazione arriva  Poche ore dopo il vertice fiume dell’ Eurogruppo finito, ancora una volta, senza una soluzione.
Il Premier ha po ribadito che l’Italia pur di uscire dall’emergenza Coronavirus, non intende assolutamente accettare compromessi al ribasso e soprattutto, come detto da Conte, non arretreremo di un centimetro rispetto a Stati Uniti e Cina.
Il nominare Cina e Usa, è un chiaro riferimento al fatto che queste due potenze metteranno e stanno mettendo a disposizione il 13% del loro Pil.
Conte ha quindi chiesto, anzi preteso, degli Eurobond per non far perdere competitività a tutta l’Europa.

Altra posizione condivisa da tutta la maggioranza di Governo, oltre al non arretrare e pretendere gli Eurobond, è il netto NO al MES, che secondo la classe dirigenziale andrebbe a distruggere la nostra economia per il prossimo decennio.
Nell’intervista pubblicata dal quotidiano Bild poi, Conte ha spiegato che: ” Nessuno ha un vantaggio se l’Europa non riesce a mettere in piedi una reazione concreta e solida, qui non si tratta di Italia. Non abbiamo mai vissuto una situazione d’emergenza di questo tipo perciò sono i cittadini europei che si aspettano una soluzione europea

Tra le tante domande che ci frullano per la testa in questo periodo di isolamento forzato, c’è sicuramente quella in cui ognuno di noi si chiede quando si potrà tornare finalmente alla normalità.
La risposta purtroppo però non ha una data precisa.
Infatti, come ha spiegato il Viceministro alla Salute, Piepaolo Sileri, potremmo tornare alla nostra vita normale solo nel momento in cui verrà ufficializzata l’efficienza di un vaccino anti Covid-19.
Sarà quindi necessario per mesi, anche quando i contagiati saranno vicini allo 0, indossare mascherine protettive sia per strada che in locali pubblici.
E soprattutto, saranno continuati ad essere vietati assembramenti e riunioni di tutti i tipi.

Proprio a rigaurdo delle mascherine, il Viceministro ha voluto fare dei chiarimenti, dichiarando: “Se il virus non circola, la mascherina non serve. Laddove queste misure di sicurezza non possono essere garantite, deve essere usata la mascherina, ad esempio al supermercato ha un ottimo livello di protezione”
Una netta risposta quindi, alle persone che continuano a sostenere l’inutilità delle mascherine.
Altra precauzione importante nei prossimi mesi, sarà messa in campo proprio dal Ministero.
Infatti ogni medico di base, verrà istruito al fine di poter individuare precocemente persone con sintomi minori e controllare eventuali focolai.
Possibile che i Medici possano anche avere il permesso di utilizzare e fare tamponi.

Altra notizia che Piepaolo Sileri ha rilasciato in queste ore, è l’imminente arrivo di crica 650 milioni di mascherine, che saranno ridistribuite su tutto il territorio con il fine di evitare inutili speculazioni da parte di commercianti e non.
Proprio sul prezzo delle mascherine poi, il Viceministro si è soffermato dichiarando: “Alcuni cittadini mi segnalano la vendita di mascherine a prezzi esorbitanti. Anche pochi casi sono intollerabili, vanno denunciati e combattuti, è una speculazione insopportabile, non si specula sui bisogni degli altri e sulla vita degli altri “

 

Arriva finalmente anche dalla Chiesa Cattolica una dura restrizione al fine di evitare il contagio da Covid-19.
Infatti, in tutti i Paesi in cui vige la regola del divieto di assembramenti, le Sante Messe pasquali dovranno, per imposizione della Santa Sede, essere celebrate a porte chiuse.
Come fare a seguirle quindi?
Anche la Chiesa, si è gettata nella tecnologia pur di superare questo momento di crisi.
Infatti, tutte le celebrazioni, saranno disponibili in diretta streaming sui social, Instagram o Facebook che sia.
Inoltre, salteranno la classica Lavanda dei Piedi e e facoltativa sarà la Via Crucis.

Dunque, pur nel rispetto delle regole e del Lockdown imposto praticamente in tutto l’emisfero Boreale, la Chiesa non rinuncia alle celebrazioni della Pasqua, ovvero l’apice del calendario liturgico: la Resurrezione di Gesù Cristo.
Però, nella prima volta della Storia, tutte le celebrazioni potranno essere viste solo in diretta Streaming, quindi sfruttando la tecnologia.
Andando più nello specifico,  la Messa del crisma, in cui la Chiesa locale normalmente si raccoglie attorno al proprio Vescovo, sarà opzionale; stessa disposizione anche per le processioni e in particolare per la Via Crucis.
Salta invece definitivamente la Via Crucis, dove il contatto sarebbe stato necessario e quindi impossibile in questo momento storico.

A dare l’esempio, era già stato lo Stesso Papa Francesco 2 giorni fa.
Infatti, la classica Messa della Domenica delle Palme, era stata celebrata dal Pontefice in una Basilica di San Pietro totalmente vuota, ma con milioni di fedeli a seguirlo in tv.
Per quanto riguarda gli streaming, tutte cerimonie della Settimana Santa cattolica verranno trasmesse in diretta sul  portale ufficiale d’informazione della Santa sede, Vatican news, sulla pagina Facebook e sul loro canale Youtube.
Inoltre, per quanto riguarda l’Italia, tutto verrà trasmesso in diretta su Rai Uno e su Tv 2000.

 

Arriva finalmente l’attesa conferenza stampa del Premier Giuseppe Conte in cui ha illustrato le manovre presenti all’interno del nuovo Decreto varato dal Governo in cui l’argomento principale sono le imprese da aiutare.
Grazie a questo nuovo Decreto il Governo darà liquidità per 400 miliardi di euro alle imprese: 200 miliardi per il mercato interno e 200 miliardi per potenziare anche il mercato relativo all’export.
In aggiunta all’immissione di questa imponente somma di denaro, il Premier ha poi anche confermato la sospensione dei vari pagamenti fiscali e contributi anche per i mesi di Aprile e Maggio.

Entrando più nello specifico, come riportato anche dal sito di TgCom24, ci sarà una garanzia attraverso Sace per prestiti veloci.
In parole povere, lo Stato offrirà una garanzia perché i prestiti avvengano in modo celere, spedito senza i soliti intoppi burocratici italiani.
Inoltre, in questo modo, verrà potenziato il fondo centrale di garanzia per le Pmi e verrà aggiunto il finanziamento dello Stato attraverso Sace, che resta nel perimetro di Cassa depositi e prestiti, per le piccole e medie e grandi aziende.
Insomma, tutte ottime notizie per le piccole e medie imprese, forse la parte più colpita da questa crisi sociale ed economica.

Finita la parte in cui il Conte ha spiegato le varie manovre per cercare di risollevare l’economia, il Premier ha poi parlato di un possibile riscatto dopo le festività pasquali.
In particolare ecco le sue parole: “Pasqua significa passaggio dalla schiavitù e anche riscatto: speriamo che possa portarci questa libertà. Io vivo questa festività con fede, come redenzione. Speriamo che in una versione più laica sia un passaggio verso un definitivo riscatto
A conclusione del discorso poi, ha definito i mesi prossimi, come la nuova primavera italiana. Ovvero un periodo di rinascita sia economica che sociale.

Forse a causa delle belle giornate soleggiate o forse a causa dell’impazienza dovuta a questa lunga quarantena, molti italiani si sono gettati per strada, in barba alle normativa anti contagio.
Secondo i dati diffusi dal Viminale e riportati da ilmessaggero.it solo in questo weekend sono stati oltre 20 mila i trasgressori trovati per strada senza motivazione e quindi anche multati.
Molti tra i trasgressori, dopo essere stati scoperti, hanno dichiarato che a spingerli fuori dalla propria abitazione è stata prevalentemente la voglia di mare o campagna, voglie che però rischiano di far ripartire la curva del contagio.

Precisamente, sono stati circa 11 mila i trasgressori segnalati sabato e più di 9 mila quelli di domenica, per un totale sconcertante che ha superato i 20 mila.
Questi 20 mila, sono stati trovati tra gli oltre 186.700 controllati in 2 giorni.
Proprio su questo numero, sono arrivati alcune riflessioni da parte del Viminale.
In primis, le Istituzioni hanno invitato ancora una volta la gente a stare a casa ed uscire solo per vere e comprovate necessità. 
Come seconda cosa, il Viminale ha voluto ringraziare tutte le forze dell’Ordine che stanno lavorando anche più del solito mettendo a rischio la propria salute, pur di mantenere l’ordine per le strade del Paese.

Arrivano anche dati più precisi, riguardanti la giornata di Sabato: tra tutti i controllati 1.022 sono stati sanzionati per i divieti di spostamento, 47 per false dichiarazioni e 25 per violazione della quarantena. 
Gli ultimi 25, verranno probabilmente denunciati anche per epidemia colposa, in quanto avrebbero potuto infettare centinaia di persone.
Per quanto riguarda invece gli esercizi commerciali, 115 titolari sono stati sanzionati, per 24 è stata decisa la chiusura dell’attività.
Tra tutti i controllati e sanzionati poi, ben 35 persone sono poi risultate positive al test per il Covid-19

Questa volta a far parlare di sé non è un normale cittadino che viola la quarantena magari per andare dalla fidanzata, ma una persona che dovrebbe essere pienamente cosciente di quello che stava facendo.
Parliamo di un’infermiera di Cassino, in provincia di Frosinone.
La donna risultata positiva al Covid-19 una settimana fa, ha violato i domiciliari e si è recata nell’Ospedale in cui prestava servizio.
La motivazione? Voler continuare ad aiutare i suoi colleghi che stanno continuando a lavorare ed a salvare persone.

Ripercorrendo i suoi passi quindi, la donna in quarantena forzata causa positività al Covid-19, è scesa di casa, entrata nella sua macchina e partita alla volta del nosocomio di Santa Scolastica dove la donna si è presentata come se nulla fosse.
Molti dei suoi colleghi, basiti dalla sua presenza hanno prima lanciato l’allarme alle autorità competenti e poi hanno iniziato a chiedere alla donna il perchè di questa sua presenza.
La donna ha semplicemente risposto a tutti: “Voglio aiutarvi, sono qui per darvi una mano“.
Il gesto sarebbe potuto essere un esempio encomiabile di attaccamento al lavoro in ogni situazione, ma non in questo caso dove, causa Coronavirus, ha messo a rischio la vita di colleghi e pazienti.

Da segnalare che l’operatrice inoltre era entrata nella struttura ospedaliera senza alcun dispositivo di protezione (mani nude e senza mascherina) mettendo così a rischio sia il personale che i pazienti.
E’ stata quindi riportata nella sua casa dai carabinieri.
Dopo esser stata denunciata per la violazione delle disposizioni di contenimento ha subito anche una denuncia per non aver rispettato l’ordinanza che vieta tassativamente di uscire dal proprio comune di residenza, abitando lei fuori Cassino.
Resta da capire ora se la sua ‘fuga’ in Ospedale abbia generato nuovi contagi e soprattutto nuovi pazienti per i medici già stremati del posto.

Piove sul bagnato in Calabria, dove al grave problema del Coronavirus, si aggiunge anche quello della terra che continua a tremare.
In particolare è di pochi minuti fa la notizia di alcune scosse di terremoto avvertite sulla costa Ionica della Regione, precisamente in provincia di Crotone.
La scossa ha registrato una magnitudo di 3.9, quindi una forza abbastanza alta.
L’ipocentro del sisma è stato registrato a 24 km di profondità ed è stata registrata precisamente alle 16.18 di oggi, Venerdì 3 Aprile.
La scossa oltre che in Provincia di Crotone è stata avvertita anche nei pressi di Catanzaro, molto più a Sud della Regione.

Sempre nella zona di Crotone, la terra ha continuato a tremare anche dopo circa 40 minuti.
Infatti alle 16.56 un’altra forte scossa, di magnitudo 3.1, è stata avvertita e registrata sempre sulla costa Ionica della Regione.
Anche in questo caso la popolazione mossa dall’istinto di sopravvivenza si è riversata per strada mettendo a rischio tutte le norme anti contagio.
Per fortuna, anche nella paura, la popolazione ha avuto un grande senso civico, cercando dove possibile di mantenere sempre le distanze di sicurezza fra di loro.
Ora, l’emergenza sempre essere passata senza danni a cose o persone e tutti sono rientrati nelle proprie case.

Queste 2 scosse pomeridiane purtroppo si sono andate ad aggiungere ad altre scosse avvenute in mattina sempre nella stessa zona.
In particolare la più forte si era registrata alle ore 5:52 con una magnitudo di 4.0 e con ipocentro a 23.1 km di profondità.
Secondo gli esperti queste scosse simili fra loro, non sono il presagio di scosse più forti, ma dovrebbero essere il massimo di magnitudo che la zona di Crotone dovrebbe poter registrare.
Ora non resta che sperare in uno stop di queste scosse, in quanto fra terremoti ed epidemia di Covid-19 potrebbe succedere una vera e propria catastrofe.

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