Covid-19 : sintomatici, asintomatici e immuni.

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In queste ultime settimane per fortuna stiamo osservando come la curva dei contagiati da Coronavirus stia subendo un calo abbastanza importante, nonostante il numero giornalieri di tamponi cresca in modo importante, il rapporto tra i tamponi positivi e quelli fatti in totale si aggira intorno al 5-6%.
Dopo quasi un anno di pandemia esistono ancora molti dubbi sulle caratteristiche, assai particolari, di questo maledetto virus, uno su tutti riguarderebbe il perchè il Sars-Cov2 in alcune persone porta una sintomatologia importante che a volte porta addirittura al ricovero, in altri non porta nessun sintomo, altri ancora nonostante contatti diretti con persone positive non sviluppano la malattia.

L’Università di Tor Vergata di Roma in stretta collaborazione con esperti virologi di tutto il mondo sta cercando di dare una risposta a questi dubbi che darebbero un grosso risvolto nel combattere la pandemia.
A capo di questo studio vi è il Professore Giuseppe Novelli, ex rettore dell’Università sopra citata, dall’inizio della pandemia non riesce a spiegarsi il perchè di queste differenze.
Lo scopo dello studio è quello di capire come mai una persona a stretto contatto con un positivo riesca ad evitare la malattia e le infezioni.
I risultati avuti sono stati davvero sorprendenti.

Chi sviluppa la malattia, si è potuto studiare, presenterebbe un piccolo ma importante difetto genetico a livello della produzione di interferone, ovvero la nostra prima linea difensiva, ecco chi ha questo difetto rischia di aggravarsi e di avere un decorso della malattia molto più grave.
Lo studio in questo senso continua ad andare avanti, molti sono i volontari che pur essendo stati esposti al Covid-19 non hanno contratto la malattia, e che doneranno il loro Dna per visualizzare questa caratteristica relativa agli interferoni e al loro deficit.
L’ideale sarebbe poi, dopo aver avuto risultati importanti, sviluppare dei farmaci che risulterebbero efficaci contro il patogeno.

 

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