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Già un mese fa quando eravamo ancora in piena emergenza , il Premier Italiano aveva annunciato che per la fase due gli Italiani , avrebbero dovuto scaricarsi sui propri smartphone una nuova applicazione chiamata “Immuni” , che sarebbe stata utilissima  per la gestione del contact tracing nella fase 2.
Ad oggi però non vi è ancora notizia di questa app , nelle ultime interviste Giuseppe Conte ha annunciato che ci vorranno almeno altri 15 giorni per far si sia disponibile sui play store, si ci aspetta che per fine mese sia disponibile.More Link

Caffè al mattino: grazie alla caffeina possiamo ottenere un risveglio efficace e molto potente. Il caffè stimola il cervello

Caffè al mattinoUn vero italiano non può vivere senza almeno una tazzina di caffè al giorno: questa è una delle evidenze più importanti che riguardano la “dieta” tipo degli italiani, un genere di alimentazione che prevede anche l’uso della caffeina. Molte persone, tuttavia, non sono pienamente consapevoli del fatto che questa bevanda nasconde anche molti altri benefici, oltre ad essere un potente energizzante per svegliarsi al mattino o per rimanere svegli durante una sessione di studio matto e disperatissimo.

Vediamo, in particolare, una delle caratteristiche che rendono il caffè una delle bevande da preferire: questa caratteristica è data chiaramente dalla presenza di caffeina, un elemento in grado di dare la carica ed una sorta di energia potenziata. Grazie alla caffeina presente all’interno di questa bevanda, possiamo avere degli effetti energizzanti sin da subito, in quanto la sostanza funge da agente stimolante per il cervello e per il sistema nervoso. Prendere una tazza di caffè al risveglio (meglio ancora se seguita da una buona colazione a base di zuccheri, un frutto e qualche fetta biscottata con marmellata) può essere davvero un ottimo rimedio contro la stanchezza!

Fattori scatenanti sindrome bambino scosso

Fattori scatenanti Sindrome Bambino Scosso: molto spesso, è la risposta non adeguata ad un pianto inconsolabile del bambino, che rende il genitore impotente e lo spinge ad avere un atteggiamento non appropriato in risposta al problema

Fattori scatenanti sindrome bambino scossoSarà capitato a molti di noi di sentirci impotenti e non sapere proprio cosa fare di fronte ad un bambino che piange in maniera nervosa e che risulta quasi impossibile da consolare. Non è certo una novità che i bimbi piccoli specialmente appena nati, siano colpiti da attacchi di nervosismo, di fame, da dolorini e colichette, e che reagiscano piangendo ininterrottamente. È l’unico modo che i neonati hanno per dimostrare il loro stato d’animo e per far capire ai più grandi che c’è qualcosa che non va.

Non tutti, però, riescono a gestire al meglio le crisi di pianto e talvolta il comportamento più inappropriato è quello che in quell’istante può apparire, al contrario, come quello più giusto. Scuotere un bambino ripetutamente può portare a dei danni importanti, ma molto spesso i genitori non ne sono a conoscenza. Quali sono i fattori scatenanti, quindi? Spesso, chi mette in atto questi comportamenti è un genitore che cresce il suo bambino da solo; un genitore troppo giovane, o con basso livello di istruzione; o ancora, chi ha già vissuto in ambito familiare episodi di violenza che possono aver segnato.

Sindrome del Bambino Scosso incidenze

Sindrome del Bambino Scosso incidenze: secondo gli esperti, questa sindrome colpisce principalmente i bambini piccoli, tra le 2 settimane e i 6 mesi di vita, ed in ogni caso inferiori al primo anno di età

Sindrome del Bambino Scosso incidenzeAbbiamo molto parlato, specialmente negli ultimi giorni, della cosiddetta Sindrome del Bambino Scosso, che rappresenta un problema sempre più importante al quale bisogna dare attenzione. Infatti, un bimbo che viene scosso ripetutamente anche solo per reazione ad un pianto che appare inconsolabile, rischia di avere delle conseguenze sulla sua salute molto disastrose. Il cervello, infatti, si muove libero nel cranio e ciò può essere la causa di ecchimosi o problemi ancor più gravi.

Ma qual è l’effettiva incidenza della Shaken Baby Syndrome? Secondo gli esperti, la Sindrome del Bambino Scosso si ha principalmente tra le 2 settimane ed i 6 mesi di vita, con problemi che possono essere davvero dannosi per il piccolo, in quanto è proprio in questa età particolare che i muscoli del collo non sono ancora ben formati e non hanno, pertanto, alcuna effettiva capacità di sostenere la testa.

Per loro, qualsiasi movimento eccessivo e violento potrebbe quindi rappresentare un problema fondamentale per la loro salute e per il loro benessere, e chiaramente conseguenze anche psicologiche.

Sindrome del Bambino Scosso

Sindrome del Bambino Scosso: parte la campagna di sensibilizzazione contro questa forma di maltrattamento che riguarda soprattutto i bambini di meno di un anno

Sindrome del Bambino ScossoSi chiama Sindrome del Bambino Scosso ed è rappresentativa di una forma di maltrattamento sui più piccoli, che spesso è sottovalutata e le cui conseguenze sul piccolo possono avere dei risvolti davvero drammatici e molto rischiosi. La reale incidenza di questo problema in Italia non è facile da quantificare, ma pare che il problema legato a questa sindrome sia molto più esteso di quanto si possa immaginare: e così, è recentemente partita la campagna nazionale che si occupa della sensibilizzazione sulla “Shaken Baby Syndrome”, la “Sindrome del bambino scosso” per evitare le drammatiche conseguenze.

Ma cos’è questa sindrome? Secondo gli esperti, questa sindrome riguarda tutti quei bambini che vengono ripetutamente scossi per essere “risvegliati” da un pianto che appare inconsolabile: quando non si riesce a far smettere di piangere il piccolo, lo si scuote violentemente e ripetutamente, non avendo bene in mente le conseguenze dannose che questo gesto può avere sul loro corpo e sulla loro psiche.

Secondo le stime, pare che 3 casi su 10.000 bambini di meno di un anno di vita, possano essere colpiti da questa sindrome.

Periodo fertile femminile

Periodo fertile femminile: qual è il periodo fertile di una donna? Ecco le informazioni sull’ovulazione

Periodo fertile femminileQual è il periodo fertile di una donna? Come fare per rimanere incinta secondo natura? Per rispondere a queste domande, lecite specialmente per donne non molto informate in merito, è bene ricordare che il corpo femminile non è uguale per tutte e che le differenze possono rappresentare anche delle sostanziali variazioni per quel che concerne la capacità o l’immediatezza di una gravidanza.

Conoscere il proprio corpo ed il proprio ciclo mestruale è fondamentale, perché in effetti solo in questo modo si ha la garanzia di tentare l’impossibile per ottenere una gravidanza.

Il periodo fertile di una donna è dato da quel periodo durante il quale il corpo femminile si prepara ad accogliere la possibilità di una gravidanza: pertanto, è bene che tu conosca il tuo corpo, perché così potrai capire sia quando stai ovulando, sia quando è il momento giusto per fare l’amore.

L’ovulazione è il periodo fertile: essa si verifica, nella norma, circa 14 prima delle mestruazioni. Pertanto, a seconda della lunghezza del proprio ciclo mestruale, essa si può verificare al 14esimo giorno del ciclo – per cicli di 28 giorni – oppure al 16esimo giorno del ciclo, per cicli di 30 giorni, o ancora al 18esimo giorno del ciclo, per i cicli di 32 giorni. Fare l’amore in quel dato giorno e nei giorni precedenti, aiuta ad aumentare le probabilità di una gravidanza.

Ovulazione quando avviene

Ovulazione quando avviene: è importante conoscere bene il funzionamento e la durata del proprio ciclo mestruale

In un recente articolo abbiamo parlato dell’importanza di saper calcolare bene quali sono i giorni esatto dell’ovulazione femminile, allo scopo di evidenziare appunto la possibilità di concentrare i rapporti intimi proprio all’interno di quella fascia di giorni ed aumentare così le probabilità di una gravidanza.

Ovulazione quando avvieneAbbiamo detto, quindi, che l’ovulazione femminile si attesta intorno alla metà del ciclo mestruale, laddove per ciclo – facciamo attenzione – non intendiamo solo i giorni del flusso, ma tutto il percorso che va dal primo giorno del flusso, all’ultimo giorno che precede l’inizio del flusso successivo.

Per intenderci, quindi, se il flusso mestruale dura sostanzialmente da tre a cinque giorni – con qualche leggera variazione, che va da donna a donna – il ciclo mestruale ha una durata di 28 giorni per le donne “regolari”, più o meno per chi invece soffre di irregolarità mestruale.

Vedremo quindi che, se il ciclo è di 28 giorni, l’ovulazione si attesta intorno al 14esimo giorno; se il ciclo è di 30, l’ovulazione è intorno al 15esimo giorno, e così via. Prendere nota, quindi, del proprio ciclo mestruale, delle variazioni mensili e delle condizioni che possono determinare le variazioni, è molto importante perché consente di ottimizzare i propri rapporti.

Calcolare l'ovulazione

Calcolare l’ovulazione è importante per riuscire a fare l’amore nei giorni giusti ed assicurarsi la possibilità di ottenere una gravidanza: vediamo come fare e perché è così importante, specialmente per chi non è riuscita a rimanere incinta al primo tentativo

Calcolare l'ovulazioneSe sono passati alcuni mesi dal primo tentativo di rimanere incinta, e sia tu che il tuo partner siete sani, non avete disfunzioni o problemi fisici, e non vi sono ostacoli effettivi al raggiungimento della gravidanza, la causa del mancato ottenimento dello stato di gravidanza potrebbe essere molto più semplice di quanto non si pensa.

Infatti, molto spesso si tende a fasciarsi la testa ed a pensare che la gravidanza non arrivi per motivi gravi, ma in realtà non si è sempre pienamente consapevoli del proprio corpo e, molte volte, si ignora il reale funzionamento di quest’ultimo.

Calcolare l’ovulazione è molto importante perché ci permette di individuare i giorni giusti durante i quali si può avere un rapporto intimo mirato e consapevole verso il raggiungimento della tanto desiderata dolce attesa. Se speri di avere un figlio, quindi, è bene che tu conosca quali sono i tuoi giorni fertili e che concentri i tuoi rapporti proprio in quei giorni, che in genere si attestano intorno a metà ciclo.

Gravidanza e infertilità

Gravidanza e sterilità: se non riesco a rimanere incinta, sono sterile? Entro quanto tempo devo effettuare test ed esami per evidenziare un’eventuale infertilità di coppia?

Gravidanza e infertilitàSono mesi che tenti di rimanere incinta, mesi di tentativi, di false speranze, di delusioni e di continue illusioni. E magari, la tua migliore amica ci è riuscita al primo colpo, tua sorella è riuscita a rimanere incinta dopo due mesi, e sei circondata di donne che, nel giro di qualche tentativo, sono riuscite a mettere a segno il colpo dell’anno.

Viene a questo punto spontaneo chiedersi: ma cos’ho io che non va? Sono forse sterile?

La parola sterilità fa paura, e spesso viene associata, in maniera sicuramente troppo frettolosa, ad una situazione particolare che è quella legata all’incapacità di rimanere incinta per altri motivi che nulla hanno a che vedere con questioni più delicate. Anche se, dopo qualche mese di rapporti intimi non protetti, consecutivi e quindi mirati, non si riesce ad ottenere una gravidanza, il problema potrebbe essere ben diverso da quello che ci aspettiamo: l’infertilità potrebbe essere anche temporaneamente causata da un problema di stress, da un’eccessiva obesità oppure al contrario, dall’essere sottopeso, e altre volte da uno stile di vita non sano. Se, dopo dodici mesi di rapporti mirati, non si riesce ad ottenere una gravidanza, è bene rivolgersi ad un medico esperto.

 

Yoga per gravidanza

Yoga per gravidanza: rilassarsi è la parola chiave quando non si riesce a rimanere incinta

Quando non si riesce a rimanere incinta, la prima cosa a cui si pensa è: avrò qualche problema? Sarò sterile?

Yoga per gravidanzaSi tratta di una serie di considerazioni e di domande che possono chiaramente sopraggiungere nel momento in cui, in attesa di ottenere una gravidanza, si capisce che c’è qualcosa che non va e che, appunto, impedisce la dolce attesa.

Prima di farsi delle domande serie sulla possibile e presunta infertilità, bisognerebbe quindi prendere in considerazione alcune questioni importanti che, al contrario, possono essere ben lontane dalla disperazione, in quanto l’ansia non porta sicuramente da nessuna parte.

Anzi, secondo quanto emerge dalle indicazioni del settore medico, ginecologico e scientifico, l’ansia e lo stress possono influire sulla fertilità e quindi sulla capacità di rimanere incinta. Si tratta, anche in questo campo così delicato, di situazioni che possono poi peggiorare, giorno dopo giorno, mese dopo mese, specialmente quando trascorrono diversi mesi e il test non intende essere positivo.

Prenditi cura di te, e chiedi al tuo partner di fare altrettanto! Se non riesci a rimanere incinta, la soluzione giusta potrebbe essere proprio questa: tranquillizzati, rilassati, fai yoga e continua a prenderti cura del tuo corpo e della tua mente!

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