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La regione Campania che nella prima ondata di Covid-19 registratasi nei mesi che vanno da Marzo a Maggio aveva ben contenuto l’espandersi del virus, anzi era stata considerata in tutto il mondo come un modello di rigore da seguire meticolosamente.
Nei mesi estivi dove la situazione ai nostri occhi sembrava essere un pò più tranquilla, il governatore De Luca ha messo in campi sistemi di potenziamento in ambito sanitario, aumentando i posti letto della terapia intensiva e istituendo ospedali che ospitassero solo pazienti affetti da Corona Virus.
La situazione in questo momento però non è delle migliori, anche se viene indicata come Zona Gialla dal Ministero della Salute.

Il Comitato Tecnico Scientifico insieme al ministro della Salute Roberto Speranza ,nella giornata di ieri hanno ricontrollato i dati dei contagi che ogni giorno le regioni inviano all’istituto e la situazione della Campania nonostante i numeri assai importanti sembra essere da zona addirittura “verde”, tutto ciò ha insospettito un pò tutti.
Il caso Campania ha intasato le maggiori testate giornalistiche, a far scalpore i 4601 nuovi positivi a fronte di poco meno di 26mila tamponi di ieri e l’aumento dei posti di degenza di oltre 1300 unità con le terapie intensive passate in pochi giorni da 335 a 590 posti letto.

Nonostante questi numeri in Campania le file delle ambulanze ritornano ad occupare gli ingressi degli Ospedali, la gente per effettuare un tampone aspetta ore ed ore, addirittura l’ordine dei medici ha richiesto a gran voce il lockdown totale, prevedendo un collasso degli ospedali se i numeri continuano ad essere questi.
La giornata di ieri ha però evidenziato che nonostante l’invito a non uscire se non per necessità , la gente si è riversata in strada , a Napoli il lungomare è stato assalito da migliaia di persone, per fortuna a Salerno con la chiusura del lungomare la situazione è stata tenuta sotto controllo.

 

Il Covid-19 non ha risparmiato il comparto scuola , anzi nella prima ondata verificatasi nei mesi di marzo e aprile, tutti gli Istituti vennero chiusi e non aprirono nemmeno per gli esami di Stato e di terza media , in questa seconda ondata le cose sembrano procedere su questa strada , ovvero nell’ultimo Dpcm del Premier Conte si evidenziava il consiglio di portare la famosa Didattica a Distanza al 75%.
Le videolezioni portano con se numerosissimi rischi sia per il corpo docenti che per gli alunni stessi, infatti in una circolare ministeriale vi sono alcune righe che parlano dei rischi derivanti da un’eccessiva permanenza davanti agli schermi.

Nel Documento di Valutazione dei Rischi si prevede che gli insegnanti debbano illustrare e ricordare ai propri alunni le indicazioni da adottare nell’utilizzo del videoterminale per ridurre al minimo i rischi legati a esso.
Tra le prime regole fondamentali alla prevenzione dei rischi vi è l’obbligo di una pausa di quindici minuti ogni centoventi minuti di videolezioni, valida sia per gli studenti che per gli insegnanti.
Altri consigli riguardano la postazione dove si seguono le videolezioni, la luminosità e la postura corretta da assumere davanti ad uno schermo, ogni Istituto dovrebbe consegnare un plico con informazioni tecniche a riguardo.

Per quanto riguarda la luminosità della postazione di studio , una scarsa luce o un tempo assai lungo davanti ad uno schermo potrebbe portare affaticamento visivo con sintomi quali bruciore, lacrimazione, fotofobia e cefalea, sarebbe utile l’applicazione della Sorveglianza Sanitaria con controlli preventivi e periodici sia per lo studente che per l’insegnante.
In un momento di emergenza come quello che stiamo vivendo la Dad purtroppo è il mezzo più sicuro a nostra disposizione, ma non può in alcun modo sostituire la didattica frontale che rimane la più ricca, la più proficua in termini di crescita sociale e culturale dei nostri ragazzi.

 

 

La Francia sta attraversando forse uno dei periodi più bui della sua lunga storia , il Covid-19 ha messo in ginocchio l’intero sistema sanitario tanto che il Governo da ha dichiarato di nuovo il lockdown totale per almeno un mese, come se non bastasse proprio nelle ultime ore , la città di Nizza ha subito un violento attacco terroristico , quasi sicuramente di stampo islamico.
Nei pressi della Cattedrale di Notre-Dame un uomo ha ucciso tre civili , nel giro di pochi minuti è intervenuta la Polizia Francese che ha arrestato immediatamente l’assalitore , un drammatico copione che ricorda fin troppo da vicino l’orrenda uccisione del professore Samuel Paty.

Secondo le prime indiscrezione, l’aggressore in un primo momento ha decapitato una povera donna di settanta anni all’interno della cattedrale, il guardiano dell’edificio è stato ucciso a coltellate mentre una donna che era stata ferita è morta subito dopo l’arrivo dei mezzi di soccorso.
Il sindaco di Nizza, Christian Estrosi ha dichiarato che le prove fin ad adesso raccolte lasciano pensare ad un brutto attacco terroristico con matrice islamica , infatti l’aggressore anche davanti alla Polizia e ai soccorsi ha continuato a gridare “Allah Akhbar” , frase tipica di chi uccide in nome della religione.

Un testimone ai microfoni di Nice Matin racconta di aver sentito molti colpi di pistola e di aver visto la Polizia fare irruzione nella Cattedrale, mentre una parte di essi invitavi i passanti a rifugiarsi nei bar e a non avvicinarsi all’accaduto.
Il premier Jean Castex si è recato subito presso l’Unità di crisi, Emmanuel Macron invece nelle prossime ore è atteso a Nizza per rassicurare i cittadini.
La leader della destra francese, Marine Le Pen commenta l’accaduto invitando a contrastare in maniera netta il terrorismo in generale e soprattutto l’ideologia islamica.
La Francia forse più di altri luoghi paga ancora una volta la follia di questi estremisti.

E’ impossibile non ricordare le immagini di una citta metropolitana come Milano letteralmente svuotata dal traffico e senza caos, durante la prima ondata di Covid-19 che colpì l’Italia tra il mese di marzo e quello di Maggio.
Forse insieme a Bergamo è stata una delle città più colpite dal virus , numerosi furono i contagi e soprattutto i deceduti , tra civili e soprattutto sanitari.
La situazione sembrava essersi calmata durante i mesi estivi , i contagi erano pochissimi tanto che tutti i reparti Covid erano stati chiusi , insomma si respirava aria di normalità.
In questi giorni Milano sta vivendo di nuovo giornate drammatiche, il Virus è il principale nemico della città.

I dati che ci comunicano dalla Regione Lombardia sono davvero tristi , nei soli due giorni di mercoledì e giovedì a Milano ci sono stati 917 nuovi positivi al Covid-19, i reparti e gli ospedali Covid sono stati riaperti e purtroppo sono anche quasi tutti pieni , mentre l’importante lavoro svolto dalle Asl per quanto riguarda il tracciamento dei contatti sembra non funzionare più, come ammette lo stesso direttore sanitario di ATS Milano, Vittorio Demicheli.
Tutte queste crepe purtroppo faranno si che la città ben presto venga dichiarata zona rossa, quindi nessuno potrà più entrare e nessuno potrà più uscire.

Anche la questione tamponi sembra aver subito una brutta piega , in piena crisi nei mesi di marzo e aprile il tempo di attesa per effettuare un tampone era massimo di 48 ore , questo grazie anche alla collaborazione con i medici di famiglia , ora purtroppo i tempi si sono letteralmente allungati, anche troppo.
I reparti e le terapie intensive sono quasi al completo, ieri è stato riaperto l’ospedale della Fiera che mette a disposizione 200 posti solo per i malati Covid, oggi proprio ci saranno i primi trasferimenti.
Milano si appresterà in questi giorni a vivere una delle battaglie più dure della propria esistenza.

Virginia Raggi , avvocato e politica del Movimento Cinque Stelle da ben 4 anni, precisamente dal 22 Maggio 2016, è il sindaco della citta metropolitana di Roma.
Compito arduo quello che i cittadini romani le hanno affidato visto che la Capitale veniva fuori da una scena politica del tutto avvilente e sconcertante , secondo molti la pentastellata non è riuscita a condurre a pieno il suo lavoro , secondo altri qualche piccolo miglioramento si è iniziato a vedere.
Le prossime elezioni ormai sono vicine e il direttivo dei cinque stelle ha deciso di ricandidare la Raggi per continuare la linea politica attuata in questi anni.

Gli altri partiti hanno iniziato a guardarsi intorno per trovare un buon oppositore alla candidata Raggi , ma ad oggi ne i partiti di destra ne i partiti di sinistra sembrano avere idee chiare.
Negli ultimi giorni l’onorevole Vittorio Sgarbi ha annunciato di volersi candidare a sindaco di Roma tra la meraviglia di tutti i politici , fieri e convinto oppositore della neo sindaca a cui più volte ha espresso idee di disprezzo alquanto pesanti.
La destra italiana capitanata da Matteo Salvini e Giorgia Meloni sembrerebbe appiano pensato alla candidatura di Massimo Giletti , uomo che da quelle parti dovrebbe avere un consenso abbastanza notevole.

Il Pd e il centro sinistra invece sono nel pieno del caos , come succede purtroppo ultimamente, le idee sono abbastanza confuse tanto che un nome di un candidato vero e proprio non è ancora uscito.
Il nome che circola è quello di Carlo Calenda anche se proprio questa persona non poco tempo fa con fierezza è uscito fuori dal Partito Democratico dopo l’alleanza al governo proprio con i cinque stelle.
Al momento la situazione è poco chiara a tutti , soprattutto ai cittadini della Capitale che da qui a breve dovranno recarsi alle urne e scegliere il primo cittadino che dovrà far risollevare le sorti della città.

Wuhan è il capoluogo della provincia dello Hubei, e la più popolosa città della Cina centrale.
Nei primi mesi del 2020 questa città iniziò ad essere nominata tantissime volte dai telegiornali visto che l’attuale pandemia da Covid-19 sembra essere partita proprio da questi territori.
Per circa quattro mesi i cittadini di quel posto dovettero subire un aspro lockdown anche più severo rispetto a quello che poi nei mesi successivi dovette subire l’Italia , anch’essa colpita dal virus.
Peter Hessler, famoso giornalista, in questi giorni è ritornato a Wuhan e in un articolo poi pubblicato sul New Yorker ha descritto la situazione attuale che si vive in città.

Nonostante le notizie arrivate a noi siano state filtrate , si dice che Wuhan fu letteralmente sigillata , numerose strutture furono adattate come centri per isolare i positivi , migliaia di funzionari furono messi a lavoro per tracciare i contatti post-contagio e numerosi infermieri furono messi in isolamento in alberghi.
Attualmente il bilancio dei morti per Covid-19 nella città cinese è di 3869 , alcuni esperti del settore assicurano che il dato non è veritiero per cui i morti sarebbero almeno il triplo del dato ufficiale, addirittura dal mese di maggio non viene registrato un caso di trasmissione locale di coronavirus.

In questi giorni , Hessler ha potuto constatare dal vivo la situazione che sembra essere tornata alla normalità , le persone indossano si la mascherina ma non ci sono particolari restrizioni nei bar , nei ristoranti , a scuola o comunque nei posti chiusi dove vi è alta possibilità di assembramenti e quindi trasmissione del virus, come invece accade in altri Paesi , inclusa la nostra Nazione.
Da parte del Governo Cinese vi è ancora tanto silenzio attorno a questa situazione , molti ancora sostengono che il virus sia uscito fortuitamente da un laboratorio che stava testando questo virus per poi usarlo come arma biologica.

 

Nella giornata di ieri a Beirut , capitale del Libano che conta oltre  1.200.000 abitanti, si è verificata una vera e propria tragedia che al momento conta più di cento morti , quasi cento dispersi ed oltre cinque mila feriti, ma i numeri , purtroppo, sono in continuo aumento.
Il materiale che ha dato origine alla fortissima esplosione è stato il nitrato di ammonio che da circa sei anni era depositato in alcuni magazzini che si trovavano nell’area portuale dopo un maxi sequestro fatto su una nave con bandiera moldava.
Il governo libanese ha fatto subito scattare gli arresti domiciliari per tutti i funzionari del porto che lavoravano a quell’epoca.

Marwan Aboud attuale governatore della città , nella mattinata di oggi ha annunciato alla stampa una prima stima dei danni fatti dall’esplosione , più di 300 mila abitanti sono rimasti senza casa e in denaro i danni si avvicinano alla cifra di 4 miliardi di dollari.
Le deflagrazioni
causate dal violento scoppio hanno lasciato nella’aria polveri sottili e materiale dannose che alla lunga potrebbe diventare mortale , per questo il ministro delle salute Hamad Hasan invita a chi può di lasciare in maniera abbastanza veloce la città e rifugiarsi altrove.
Negli occhi della povera gente si legge angoscia e tanta paura.

Nell’esplosione sono stati distrutti i silos di grano installati vicino al porto della città , quindi a breve finiranno anche le riserve e la gente non avrà da mangiare , si teme il peggio visto che la città viveva già una profonda crisi economica e finanziaria.
Badri Daher, attuale direttore generale delle dogane del Libano sottolinea che già da molti anni aveva notificato alla magistratura l’urgenza di spostare il nitrato d’ammonio , senza però ricevere alcuna autorizzazione.
Il primo pensiero ora è quello di cercar di salvare più vite possibili , ma la politica ha annunciato di farla pagare cara a chi ha dato vita a questa tragedia senza fine.

Con uno scarno messaggio Fabio Pardini, padre della vittima, ha dato via Facebook l’orrenda notizia del decesso della sua bambina, protagonista nei mesi scorsi della campagna social #SalviamoElisa.
La bimba, di soli 6 anni, era stata colpita da una rarissima forma di leucemia e da ben tre anni tutta la famiglia si era trasferita dalla città di residenza, Pordenone,  a Roma per le cure all’ospedale Bambino Gesù.
Durante questi anni, due trapianti di midollo ma il sacrificio dei suoi genitori e la solidarietà da tutta Italia non sono riusciti a risparmiare Elisa dal triste destino.
Era noto infatti, che negli ultimi giorni le sue condizioni di salute erano purtroppo peggiorate.

Poche ore prima invece,  lo sfogo della mamma della piccola Elisa, Sabina, nel commentare la situazione attuale durante la piena emergenza sanitaria da Coronavirus.
“Non so cosa darei per ‘Restare a casa’ con la mia bimba – scriveva sempre su Facebook – Purtroppo sono già 3 anni che non vedo più né la nostra casa né gli affetti più cari. Il destino è stato veramente crudele. Io e il mio compagno Fabio pur di riuscire a salvare la nostra piccola Elisa (affetta da una leucemia rarissima e gravissima) abbiamo lasciato tutto e tutti (siamo di Pordenone e ci siamo trasferiti a Roma sono 600 km di distanza) pur di starle vicino 24 ore su 24 senza mai uscire entrambi dalla stanza dell’ospedale”.

La vicenda della piccola Elisa, era nota ai più grazie al padre, Fabio, che aveva fatto conoscere il dramma della sua famiglia sui social, lanciando la campagna #SalviamoElisa.
Una campagna volta a trovare un donatore di midollo osseo, compatibile con quello necessario a cercare di salvare la vita della sua piccoletta.
Purtroppo però, entrambi i trapianti di midollo ai quali la piccola dopo tante peripezie era stata sottoposta non avevano avuto esito positivo.

Un recente studio pubblicato sulla rivista ‘Pnas’ da ricercatori dell‘università di Cambridge nel Regno Unito e da colleghi tedeschi, ha rivelato che il paziente 0, quindi il primo a contrarre il Covid-19,  si è infettato tra la metà di settembre 2019 e l’inizio di dicembre dello stesso anno.
Lo studio è stato fatto analizzando alcuni genomi virali completi sequenziati in tutto il Mondo dopo essere stati isolati da malati, guariti e non, di Covid.
Sono così stati identificati ben 3 diverse varianti genetiche del virus – la A, la B e la C, quest’ ultima sarebbe poi quella presente in Italia e in tutta Europa.

Secondo sempre questo studio poi, il Virus avrebbe fatto ingresso in Europa in concomitanza con il primo caso accertato: quello del 27 gennaio in Germania, che poi ha trasportato il Virus anche in Italia.
Accertata poi un’altra via di infezione italiana, ovvero quella correlata a un ‘cluster’ virale di Singapore.
Lo studio è andato quindi ad analizzare i primi 160 genomi virali completi sequenziati da pazienti Covid nel mondo dal 24 dicembre al 4 marzo, per poi arrivare nel mese di Aprile a ben 1001 genomi analizzati.
Una delle prime cose emerse dallo studio, è stata l’impossibilità di definire in modo ordinato un albero genealogico Covid-19, causa troppe mutazioni.

Come detto quindi, sono state identificate 3 diverse varianti.
La A, è considerata dagli autori “la radice dell’epidemia”, e quindi la più strettamente correlata al virus trovato di recente sia nei pipistrelli che nei pangolini.
La variante B deriva invece dalla A, dalla quale si distingue per sole due piccole mutazioni.
Mentre la C è a sua volta ‘figlia’ diretta della B.
Analizzando poi i dati proveniente da Wuhan, si è scoperto che la tipologia B era quella predominante durante l’epidemia, come in tutta l’Asia.
Quindi, si è capito che il tipo B aggredisce principalmente popolazioni asiatiche, mentre il C popolazioni europee.

Tra le tante incognite della Fase 2 dell’epidemia di Covid-19, forse la più profonda riguarda i trasporti pubblici, da sempre agglomerati di gente e con poca igiene.
In particolare, l’Atac, ovvero la ditta che gestisce tutti i trasporti di Roma (Metro, Bus e Tram), sta iniziando ad elaborare un piano per far viaggiare le persone in sicurezza.
Tra le idee che più sembrano fattibili,  c’è quella di ingressi a numero controllato.
Questo potrebbe permettere di poter mantenere le distanze di sicurezza all’interno dei mezzi pubblici e quindi cercare un minimo di rispettare le regole.
L’altre faccia della medaglia però, è il fatto che porterebbe tempi di attesa molto più lunghi.

Ancora non c’è una data ufficiale, o meglio ancora non si sa quando la gente tornerà ad affollare la metro di Roma, ma gli enti locali lavorano per farsi trovare il più possibile pronti.
E tra i settori di sicuro più delicati da gestire c’è il trasporto pubblico, notoriamente preso d’assalto dai romani e dai turisti, luogo di continue resse e assembramenti per eccellenza.
Per questo si è pensato di contingentare le entrate, sia sugli autobus che soprattutto sulle metropolitane.
Per dirla in parole povere: ingressi a numero chiuso.

A dichiararlo è stato proprio oggi l’assessore alla Mobilità Pietro Calabrese durante una seduta speciale di commissione capitolina dedicata in particolare alle misure messe a punto da Atac per affrontare l’emergenza covid-19 che sta distruggendo economicamente il nostro Paese.
Per questo motivo, saranno necessari controlli più stringenti e quindi più personale.
Per rimediare a questa mancanza di personale, si è pensato quindi di sfruttare la forza lavoro di chi ora è in cassa integrazione.
Ovviamente, ogni dipendente dovrà obbligatoriamente indossare guanti e mascherine e dovranno tutti rispettare le distanze di sicurezza.

 
 

 

 

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