Parodi a luci rosse, racconta di essere stata contattata da Tinto Brass per un provino per uno dei suoi film
Sarebbe stata una Cristina Parodi a luci rosse quella che avremmo potuto vedere qualora la famosa ed apprezzata giornalista avesse deciso di accettare la richiesta di Tinto Brass: una rivelazione, quella di Cristina Parodi, che ha senza dubbio sorpreso, in quanto la giornalista, di recente ospite nella trasmissione tv di Massimo Giletti in onda su Rai Uno, L’Arena, ha raccontato di essere stata contattata in passato dal re del cinema hard, il quale avrebbe voluto proporle un provino per una delle sue pellicole.
Ospite in studio insieme alla sorella Benedetta, la Parodi ha raccontato di essere stata colpita e sorpresa da quella telefonata che inizialmente ha visto come uno scherzo dei suoi colleghi. Ma in effetti, uno scherzo non era: infatti, dall’altro capo del telefono c’era proprio il regista di film a luci rosse che le proponeva un provino per prendere parte ad uno dei suoi film. Precisando, però, che non si sarebbe trattato di una parte da protagonista, ma di un ruolo secondario: la giornalista, però, rifiutò di fare quel provino.
Ma come l’avrebbe presa suo marito, Giorgio Gori? Intervistato sulla questione, ha ammesso che, se la moglie avesse accettato di prender parte a quel film, sarebbe andato a vederlo.
Lo stesso sorriso con cui, quindici minuti dopo la chiamata dell’infermiera dell’ospedale, il Babbo Natale del Tennessee si è precipitato nella stanza del bambino, e con i suoi 130 chili, la sua barba bianca e le sue bretelle, lo ha preso in braccio e si è fatto abbracciare. Il piccolo, felice per aver finalmente realizzato il suo desiderio, ha chiesto a Babbo Natale dove sarebbe andato dopo la morte: “Ho risposto che quando sarebbe arrivato in Paradiso doveva dire di essere l’elfo numero uno di Babbo Natale, e lo avrebbero fatto entrare”, ha raccontato Schmitt-Matzen, che ha anche dichiarato di aver sofferto molto per la morte del piccolo.
Rispetto agli anni ’60, infatti, i bambini che oggi non riescono a superare il canale sono 36 su 1000, contro i 30 su 1000 di quegli anni: numeri interessanti, che fanno riflettere sul fatto che proprio il parto cesareo potrebbe aver incentivato l’aumento dei bambini “troppo grandi”.
Stefano Bettarini su Chi, in una recente intervista rilasciata al noto settimanale, ha voluto dire la sua in merito alle ultime vicende che lo hanno visto protagonista, ed ha dichiarato che, sebbene nutra un notevole interesse per le donne – come peraltro si è anche visto all’interno della sua esperienza nel reality show – non vuole mettere da parte quello che è il suo amore più grande in assoluto, ovvero i suoi figli.
Oggi, però, a distanza di un mesetto dall’ultima puntata del Grande Fratello Vip, si ritorna a parlare del noto programma, di cui si cercherà di avere qualche informazione in merito soprattutto per quel che riguarda i nuovi concorrenti. È quindi partito il totonomi: chi saranno i nuovi partecipanti del reality show versione Vip?
Ma non è bastato: infatti, la modella ha lanciato anche un hashtag apposito, ovvero #jesuislapo per difendere l’imprenditore dalle accuse e dalle polemiche di questi ultimi giorni, attaccando in particolare Selvaggia Lucarelli, opinionista rea di aver detto “le cose peggiori” su Elkan secondo la Moric.
Oggi, in Europa vi sono circa 122 mila persone che, pur essendo sieropositive, ignorano di aver contratto l’infezione. Che, come è noto, non si contrae solo per mezzo di rapporti sessuali non protetti con persone affette dalla malattia, ma anche con lo scambio di liquidi, di sangue o di siringhe infette.
Anzi, probabilmente verrebbe voglia di dire tutt’altro, specialmente se si considera che Antonella Mosetti e Asia Nuccetelli sono state oggetto di critiche e di polemiche per il comportamento di quest’ultima nei confronti della coppia composta da Andrea Damante e Giulia De Lellis.
È anche quanto emerge dalle recenti informazioni che si hanno a partire dalle analisi della Federal Trade Commission che si è occupata di stilare una lista di informazioni importanti sui farmaci omeopatici, facendo emergere che vi sono oggi molti motivi per i quali si può discriminare l’omeopatia.