Il parto cesareo avrà impatto su specie umana ed in particolar modo sull’evoluzione della specie: lo sostengono i ricercatori di Vienna
Lo studio condotto dai ricercatori di Vienna sul parto cesareo e sulle differenze con il parto naturale ha fatto emergere una interessante situazione, che vale la pena di sottolineare e di approfondire: infatti, stando a quanto si evince dai risultati pubblicati dagli studiosi dell’Università di Vienna, pare che oggi, rispetto a diversi anni fa, i bambini che non riescono ad oltrepassare il canale del parto – perché troppo “grandi” o a causa del bacino troppo stretto delle donne – siano molti di più.
Rispetto agli anni ’60, infatti, i bambini che oggi non riescono a superare il canale sono 36 su 1000, contro i 30 su 1000 di quegli anni: numeri interessanti, che fanno riflettere sul fatto che proprio il parto cesareo potrebbe aver incentivato l’aumento dei bambini “troppo grandi”.
Ciò potrebbe essere significativo in questo senso: infatti, il parto cesareo con taglio chirurgico potrebbe determinare un’evoluzione della specie umana. E potrebbe così diventare sempre più difficile, per una donna, affrontare un parto in maniera naturale: bimbi più grandi, seppur con tempi lunghi e proporzioni piccole, potranno essere una regola – e non più un’eccezione – tra molti anni.
Oggi, in Europa vi sono circa 122 mila persone che, pur essendo sieropositive, ignorano di aver contratto l’infezione. Che, come è noto, non si contrae solo per mezzo di rapporti sessuali non protetti con persone affette dalla malattia, ma anche con lo scambio di liquidi, di sangue o di siringhe infette.
È anche quanto emerge dalle recenti informazioni che si hanno a partire dalle analisi della Federal Trade Commission che si è occupata di stilare una lista di informazioni importanti sui farmaci omeopatici, facendo emergere che vi sono oggi molti motivi per i quali si può discriminare l’omeopatia.
Qual è, quindi, l’alimentazione anticancro secondo il Professor Veronesi? Alcuni alimenti nello specifico possono indurre l’insorgenza dei tumori, o comunque rendere più concreta la possibilità di ammalarsi. Allo stesso modo, esistono cibi ed alimenti più completi che possono, invece, contrastare l’insorgenza dei tumori. Nel primo caso si fa riferimento agli alimenti molto proteici e ricchi di grassi animali, come insaccati e carni rosse. Nel secondo caso, invece, i cibi a cui si pensa sono soprattytto quelli poco cotti, naturali e non sofisticati, come ad esempio verdure ed ortaggi, ma anche pesce, molluschi, crostacei ed olio di oliva.
Ma quali sono le realtà da analizzare e da affrontare? Prima fra tutti, la difficoltà di essere visitati in tempi brevi per un controllo post ricovero, o semplicemente per ricevere i farmaci utili al trattamento terapeutico di una patologia conclamata: il disagio riguarda 4 pazienti su 10, molti dei quali non riescono ad avere in tempi brevi le risposte che vorrebbero e che li aiuterebbero a risolvere prima i propri problemi.