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La prima ondata di Corona Virus colpì il nostro territorio subito dopo pochi giorni che dalla Cina iniziarono ad arrivare notizie su questo spaventoso virus, insomma i primi ad essere colpiti in occidente fummo noi Italiani, considerati quasi gli untori dell’Europa.
Nel giro di poche settimane il virus colpì la Spagna e la Francia, poi passò in Germania fino ad arrivare al Regno Unito e infine agli Stati Uniti D’America, mettendo a nudo tutte le difficoltà e le pecche dei sistemi sanitari.
In Italia il settentrione fu colpito maggiormente, in particolare Milano, Bergamo e Brescia fecero registrare un numero importante di contagi tanto che il Governo impose un lockdown nazionale che nel giro di 50 giorni fece si che il virus sul territorio italiano scomparisse quasi del tutto.

Purtroppo l’arrivo della stagione estiva ha vanificato un pò tutti i sacrifici fatti precedentemente e la seconda ondata che ha stravolto il nostro territorio ha fatto si che l’Italia ancora oggi registrasse un numero alto sia di positivi e soprattutto di decessi.
Nonostante alcuni governatori regionali avessero invocato più volte il lockdown totale, il Premier Conte con l’ausilio del Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità ha optato per un sistema di chiusura a colori, dal giallo fino ad arrivare ad una zona rossa dove tutte le attività devono stare chiuse.
Nonostante ciò rischiamo di essere il Paese con il numero più alto di decessi per Covid-19.

In modo contradditorio sono state chiuse tantissime attività anche in piccoli paesini dove il numero di contagi era relativamente basso, lasciando aperti gli affollatissimi trasporti urbani e suburbani nelle città metropolitane e nei loro hinterland.
A differenza della prima ondata, questa seconda ha colpito anche il centro e il sud Italia, la Campania ad esempio è stata zona rossa fino a pochi giorni fa mentre a Marzo aveva registrato pochissimi casi.
La scoperta di questi nuovi vaccini si spera sarà d’aiuto per tutto il mondo, in modo che cali soprattutto il numero di decessi giornalieri.

 

Claudio Marchisio conosciuto dal popolo juventino come “Principino” ha voluto rilasciare una bella intervista alla viglia del big match di Champions League che domani sera alle ore 21.00 ci sarà al Camp Nou di Barcellona, i blaugrana dovranno affrontare la Juventus di mister Pirlo per confermare il primato nel girone G, invece i bianconeri vogliono riscattare la brutta prestazione di due settimane fa e rubare la vetta del girono al Barca.
Nella lunga chiacchierata insieme al giornalista dello “Sport”, l’ex capitano della Juventus ha toccato vari argomenti sottolineando più volte l’amore intramontabile verso i colori bianconeri nonostante l’esperienza a Torino non sia finita nel migliore dei modi.

Marchisio inizia facendo un grosso in bocca al lupo ai suoi ex compagni, sperando di vedere una squadra diversa da quella che quindici giorni fa allo Juventus Stadium subì una pesante sconfitto contro il Barcellona di Messi senza però la presenza di Cristiano Ronaldo, attaccante fondamentale per i tatticismi bianconeri.
Le due squadre, ci tiene a dire l’ex bianconero, stanno vivendo momenti assai simili, la Juve manca di grinta e cattiveria e si vede come arranca anche in Serie A, il Barcellona di Koeman viene fuori da una pesante sconfitta in campionato e da problemi di spogliatoio assai importanti.

Non teme di ricordare la pesante sconfitta che la Juventus subì contro il Barcellona nel 2015 con lui in campo vi erano anche Pirlo e Alvaro Morata, proprio all’attaccante spagnolo gli augura di poter fare gol nella sfida di domani e portare la Juventus al primo posto del girono.
Non manca la domanda sul duello tra Messi e Cr7, l’ex juventino non esprime un parere personale ma elogia i due campioni che in modi nettamente differenti rappresentano i miglior giocatori del calcio.
Piccolo pensiero anche su Maradona, idolo non solo di Marchisio ma di intere generazioni

Il Ministro della Salute Roberto Speranza poche ora fa ha firmato una nuova ordinanza relativa al contenimento del Corona Virus, ove la Campania insieme ad altre regioni dell’Italia passa da zona rossa a zona arancione, il provvedimento avrà validità da domenica sei dicembre 2020.
Dopo che il 15 novembre era stata valutata dall’ISS e dal Ministero della Salute come regione ad alto rischio di Covid19 tra le polemiche del Governatore De Luca e della maggioranza del Governo, valutati i dati passa in zona di rischio moderato-alto.
Tante saranno le novità a cui i cittadini campani dovranno abituarsi, qualche libertà in più ma sempre nel pieno rispetto delle regole e con la consapevolezza che il virus è ancora tra noi.

La principale novità riguarderà il modulo di autocertificazione, nel proprio comune di residenza non si avrà più l’obbligo di compilare il modulo, nonostante resti ancora valido il coprifuoco dalle ore 22 fino alle ore 5 del mattino,
Nonostante l’allentamento delle misure di restrizione non ci si potrà allontanare dal proprio comune, nè dalla propria provincia e nè fuori regione se non per comprovate esigenze, ad esempio il lavoro.
Bar e ristoranti resteranno ugualmente chiusi durante tutta la settimana, l’asporto è consentito fino alle 22 mentre la consegna a domicilio può essere effettuata sempre.

Per quanto riguarda la scuola le lezioni si terranno sempre online almeno per gli studenti delle scuole superiori, potrà ritornare in presenza in casi particolari , ancora chiuse le Università , in merito però potrebbero esserci ordinanze regionali diverse.
Rimarranno chiuse palestre, piscine, cinema, teatri ,sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie, trasporto pubblico ridotto sempre al 50% ad eccezione dei pullman scolastici.
Nel bollettino emanato dalla Protezione Civile della Regione Campania, oggi i nuovi positivi al Corona Virus sono stati 1651 con 18733 tamponi effettuati, divisi così tre le province : Caserta +111, Napoli +1495, Salerno +96, Benevento +16 e Avellino 97.

 

In questo difficile momento storico che stiamo vivendo soprattutto a livello sanitario, accadono delle cose davvero molto positive, tra queste ci preme ricordare come alcune professioni sanitare siano state rivalutate e riconsiderate di fondamentale importanza.
Il tecnico audiometrista è l’operatore sanitario che svolge la propria attività nella prevenzione, valutazione e riabilitazione delle patologie del sistema uditivo e vestibolare, figura che nasce negli anni novanta e con il Decreto ministeriale n.667 del 14 settembre 1994 il Ministero ne delinea un profilo professionale autonomo.
In questo breve articolo vi porteremo alla scoperta di questa figura sanitaria troppo sottovalutata nel passato.

Il lavoro del tecnico può essere svolto sia in regime di libera professione o in ambito pubblico e privato con contratto nazionale come previsto dall’ordine di appartenenza.
Sia in equipe, quindi vicino ad altre figure sanitarie come medici specialisti e audioprotesisti, che in autonomia la maggior parte del lavoro viene svolto in primis sul paziente e poi su macchinari e apparecchiature per delineare una diagnosi.
Naturalmente bisogna frequentare un corso universitario della durata di tre anni, alla fine della quale si è considerati dottori in audiometria.

Il percorso universitario fa parte del dipartimento di Medicina e Chirurgia e oggi è disponibile nella maggior parte delle città italiane, come Milano, Roma, Torino e Napoli.
Alla fine degli studi il candidato avrà a disposizione una grande scelta dal punto di vista lavorativo, potrà esercitare la professione  negli ospedali pubblici e privati, negli ambulatori e nei reparti di medicina sociale.
Negli ultimi anni finalmente stiamo assistendo ad  un grande numero di nuovi iscritti al percorso universitario dato che la richiesta di lavoro per questa figura aumenta ogni giorno di più , nonostante ciò nè a livello contrattuale nè a livello lavorativo riceve le giuste ricompense e riconoscenze  malgrado la sua fondamentale importanza nel processo di cura del paziente

In Italia ieri è stato presentato alla Camera dei Deputati il piano straordinario di vaccinazione contro il Corona Virus che quasi sicuramente partirà dalla seconda metà di Gennaio con le prime iniezioni alle categorie più a rischio come medici, infermieri, forze dell’ordine e anziani, mentre in alcuni Paesi la situazione è già ad uno step più avanzato.
La Cina nonostante non abbia alcune informazione certa e sicura sul vaccino e soprattutto sugli effetti indesiderati ha già somministrato più di un milione e mezzo di dosi, in particolari a militari, funzionari del governi e ai dipendenti delle case farmaceutiche.
Il Presidente russo Vladimir Putin proprio oggi avanzerà la richiesta per la vaccinazione di massa.
Ma cosa sappiamo realmente su questi vaccini?

La Cina grazie alle genialità di CanSino Biologics, azienda fondata solo da pochi anni ma con grandi risultati alle spalle in ambito di ricerca scientifica ha già somministrato il vaccino ad una fetta ristretta di popolazione.
Il farmaco è basato su un adenovirus chiamato Ad5 non replicante che iniettato produce la proteina Spike, il nostro organismo prontamente inizia a produrre anticorpi e a distruggere il virus.
I dati a disposizione su questo vaccino provengono solo dalla fase 1 e dalle fase 2 di sperimentazione, essendo molto positivi il governo Cinese ha subito iniziato la somministrazione ai militari e successivamente ad altri cittadini.
Come ben si evince, i dati finali non sono stati resi noti alla stampa.

In Russia il Gamaleya Research Institute in tempi molto brevi ha realizzato il vaccino contro il Corona Virus, anch’esso un vettore virale non replicante come ha fatto la Cina.
La somministrazione va ripetuta due volte, la seconda a distanza di 21 giorni.
Il vaccino chiamato Spuntik V presentato come efficace nel 92% dei casi testati già prima dei risultati preliminari della fase 3 sarà usato entro pochi giorni sull’intera popolazione.
Lo studio fatto su questo vaccino sembra essere molto piccolo rispetto all’importanza del farmaco, la notizia ha fatto storcere il naso proprio a tutti.
La Russia avrebbe addirittura già firmato un’accordo per la vendita del farmaco all’Argentina, Brasile e Messico.

 

Gli ultimi anni della Juventus hanno avuto come caratteristica fondamentale quella di cercare di vincere ogni partita, soprattutto in campionato, senza tener conto se davanti ci fosse una squadra piccola o una big cercando di guadagnare punti di vantaggio sulle dirette inseguitrici.
Non sempre la Juventus è riuscita nell’impresa di vincere tutte le partite ma il Dna dei bianconeri è stato sempre quello di disputare ogni partita con il sangue agli occhi cercando di portare a casa i tre punti
La stagione calcistica in corso purtroppo non è iniziata nel migliore dei modi, e il problema principale riguarda la mentalità dei calciatori soprattutto contro le squadre medio-piccole.

Analizzando questo inizio di campionato, la Juventus ha perso dei punti preziosi contro Benevento e Crotone, due squadre che puntano alla salvezza e quindi alla portata della Juve che dispone in rosa di campioni del calibro di Cr7 e lo spagnolo Morata che non smette più di gonfiare la rete.
In generale le neopromosse non sono mai state un grande problema della Juve, soprattutto negli ultimi anni dove i punti persi contro le piccole sono stati al massimo due o tre e in un momento in cui la Juve non aveva già nulla da perdere, avendo vinto già lo scudetto.

Simili difficoltà la Juventus le ha avute nella stagione 2004-2005, quando la Juventus perse punti contro il Palermo e il Cagliari ma all’epoca le neopromosse erano addirittura sei e la serie A era tornata a 20 squadre proprio quell’ann.
Sempre in questa stagione, Fabio Capello guidava la Juventus, nonostante i passi falsi riuscì a vincere lo scudetto, auguriamo lo stesso a mister Pirlo che nonostante l’andamento altalenante va avanti sulla sua strada senza scoraggiarsi e cercando di proporre in ogni partita la sua nuova idea di calcio, ora tocca ai giocatori mettere in pratica gli insegnamenti e far volare questa nuova Juventus.

In Italia purtroppo è un marchio ancora troppo sconosciuto ma nel resto del mondo inizia ad essere importante e a gareggiare con i grandi marchi di smartphone, se Huawei continua la sua discesa, Oppo si candida ad essere il nuovo protagonista cinese sulla scena del mercato telefonico.
L’azienda Oppo è stata fondata in Cina nel 2004, negli ultimi dieci anni ha concentrato le proprie intelligenze sulla produzione di telefoni con un comparto fotografico di un livello davvero importante, da far invidia ai colossi come Apple o Samsung.
Ecco che in questi giorni arrivano le immagini del nuovo Oppo Reno Pro 5G, sembra potersi piazzare tra gli smartphone più interessanti dell’anno.

Partiamo dal display fullHd, grandezza pari a 6.55 pollici e una risoluzione a 1080×2340 pixel con tecnologia HDR10+, insomma una vera e propria bomba.
Gli altri dettagli che ci ha anticipato Tenaa riguardano la batteria a doppia cella con ben 4250 mAh e tecnologia di ricarica a 65 W SuperVOOC 2.0, ci consente con tranquillità di arrivare fino a sera.
Le notizie sul processore che monterà questo gioiellino sono ancora un pò discordanti, le ultime indiscrezioni ci dicono di un SoC octa-core da 2.6 GHZ Dimensity 1000+ ma non se siamo totalmente sicuri.

Discorso molto più importante per le fotocamere, da sempre Oppo si è ben distinta su questi particolari.
Avrà posteriormente ben quattro telecamere con la principale dotata di un sensore da 64 megapixel, le  altre dovrebbero essere una ultra-wide da 8 Mpx, una per gli scatti con bokeh attivo da 2 Mega e una macro da 2 Mpx.
Anteriormente la selfiecam sarà di 32 megapixel.
Ancora nessuna anticipazione sulla data ufficiale di lancio sul mercato, alcuni ipotizzano per i primi giorni del nuovo anno, l’unica certezza è che questo sarà uno smartphone che farà perdere la testa a molti, soprattutto ai fedelissimi di Apple e Samsung, visto anche l’ottimo rapporto qualità prezzo

La divisione dell’Italia in tre zone colorate a secondo della situazione Covid sul territorio ha dato i frutti sperati, tanto che già da oggi alcune regioni sono passate dalla zona rossa a quella arancione e da quest’ultima a quella gialla, dalla settimana prossima ci saranno nuove disposizioni in merito.
La paura però che circola nell’aria è quella di vanificare tutto ciò che è stato fatto in questo lockdown durante le festività di Natale, a proposito di ciò il Consiglio dei Ministri sta pensando ad un nuovo Dpcm che dovremmo seguire maniacalmente per evitare una terza ondata.
In questo articolo vi mostreremo alcune probabili regole da rispettare.

La prima regola dovrebbe riguardare il coprifuoco che già adesso è in vigore su tutto il territorio dalle ore 22, dovrebbe essere allungato però nel periodo natalizio fino alle ore 6 del mattino, rimane da capire se verrà allentato il giorno di Natale e di Capodanno, dubbio che verrà sciolto solo nelle prossime ore.
I ristoranti rimarranno chiusi nelle zone arancioni e rosse, mentre in quelle gialle potranno restare aperti fino alle 18, il giorno di Natale e Capodanno però su tutto il territorio ci sarà l’obbligo di chiusura.
Questione centri commerciali ancora ingarbugliata, si pensa ad un’apertura anche nei giorni festivi fino alle ore 21.

Per gli spostamenti tra regioni vi sono due pareri abbastanza discordanti, l’ala più dura vuole il divieto di spostamento anche tra regioni gialle, gli altri invece vorrebbero una linea meno dura.
Per i fedeli, la Santa Messa di Natale sarà celebrata tenendo conto del coprifuoco e comunque si cercherà di aumentare il numero delle funzioni liturgiche in modo da evitare ogni tipo di assembramento.
A scuola quasi sicuramente si ritornerà il 7 gennaio, regola valida per gli studenti delle superiori, mentre per le elementari e medie delle zone gialle forse ci sarà la possibilità di un ritorno già prima delle vacanze natalizie.
Insomma tutti aspettiamo il 4 Dicembre per sapere con precisione le regole per trascorrere un Natale in maniera più tranquilla e sicura possibile.

La Nokia Corporation non ci finisce mai di stupire, eccellente azienda finlandese produttrice di apparecchiature per la comunicazione ha lanciato sul mercato della telefonia un nuovo gioiello, stiamo parlando dello smartphone Nokia 2.4, questa volta però a sorprenderci non sono solo le caratteristiche tecniche che successivamente vi spiegheremo ma il prezzo, molto molto economico rispetto ai suoi rivali.
In un momento in cui le nostre esigenze crescono sempre di più ma le possibilità di spendere sono sempre di meno, la Nokia propone l’ennesima versione low cost, ma questa volta con delle caratteristiche davvero innovative che prospettano una grande richiesta sul mercato.

Il Nokia presenta un display curvo da 6.5” HD+ con rapporto di 20:9 e risoluzione di 1600×720 pixel, sensore di impronte digitali sul retro e un tasto dedicato per il Google Assistant.
Il comparto delle fotocamera piace agli esperti, quella frontale è da 5 megapixel e supporta il face unkock mentre sul retro ci sono due sensori uno dei quali presenta 13 megapixel mentre quello di profondità ne presenta 2 megapixel accompagnati entrambi da un led per le foto in notturna.
Belle notizie arrivano dalla batteria, il Nokia ne monta una da 4500 mAh che permette una lunga autonomia, con uso moderato arriva anche a 48 ore.

Processore octa core MediaTek Helio P22 SoC da 12 nm con3 GB di RAM e 64 GB di storage, espandibili con schede microSD fino a 512 GB, sistema operativo Android 10 , essendo però uno smartphone Android One, chi lo comprerà riceverà due major release del sistema operativo, quindi la versione 11 e 12 di Android e patch di sicurezza mensili per tre anni.
Stile sempre molto innovativo anche nella scelta dei colori, disponibili al momento 3 tonalità quali Dusk, Charcoal e Fjord.
Ed ecco che la ciliegina sulla torta è rappresentata dal costo che per le caratteristiche che presenta è relativamente basso, dovrebbe aggirarsi intorno ai 120 o massimo 150 euro.

Giornata di lutto nel mondo del calcio e in particolare nello sport, a soli sessanti anni ci saluta il più grande calciatore di tutti i tempi, ebbene si stiamo parlando di Diego Armando Maradona.
Il 30 ottobre il Dio del calcio aveva compiuto sessanta anni e purtroppo il giorno dopo era stato ricoverato in Argentina per una complicanza neurochirurgica risolta poi con un’intervento chirurgico nel migliore dei modi.
Non volendo essere riduttivi, in questo brevissimo articolo vi parleremo della vita di Maradona, idolo del mondo intero e in particolare di Napoli, città che grazie al Pibe De Oro è riuscita a vincere uno scudetto contro la grande Juventus di Platini e che più di tutte ha amato l’argentino.

1976, data indelebile per gli argentini, Maradona inizia la sua carriera da professionista nell’Argentinos Juniors a soli sedici anni, già da questo si capiva che sarebbe diventato il numero uno indiscusso del calcio mondiale.
Noi italiani apprezzeremo ancor di più il grande Maradona precisamente nel 1984 quando davanti ad uno stadio San Paolo stracolmo il Pibe De Oro viene presentato alla città di Napoli come acquisto d’oro per la squadra, pronta a vincere un trofeo in Italia.
Nella stagione calcistica 1986-1987 il “miracolo si avvera” e Diego diventa ufficialmente il Dio del calcio per i partenopei.

Alla guida del Napoli vi era Ottavio Bianchi che disputò la partita più bella di sempre contro la Juventus dopo 32 anni al Comunale di Torino, vincendo poi il primo scudetto della storia.
L’esperienza si concluse nel peggiore dei modi, in un controllo anti-doping Maradona risultò positivo alla cocaina, da qui la sua parabola finì in discesa.
Famosissimo
il suo gol ai quarti di finale del mondiale 86′, quando con la “mano de Dios” fece gol all’Inghilterra.
Napoli e i napoletani piangeranno per sempre un calciatore che per anni è stato e resterà un Dio tra le mura di quella città.

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