L’Europa tratta l’acquisto del vaccino Sputnik

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L’imminente arrivo della terza ondata di Coronavirus preoccupa e non poco l’Unione Europea, soprattutto per la questione vaccini, ad oggi l’EMA ha approvato solo quelli di Pfizer/Biontech, Moderna e in ultimo AstraZeneca, purtroppo però le aziende produttrici non stanno rispettando i contratti, facendo registrare numerosi ritardi nelle consegne.
Da tempo però si parla in maniera piuttosto positiva del vaccino russo, lo Sputnik V.
L’Europa seppur con ritardo starebbe pensando di visionare a stretto giro i dati clinici provenienti dalla produzione del vaccino, nel caso fossero positivi anche in Europa potrebbe essere commercializzato.

L’Agenzia Europea per i Medicinali ha così deciso di revisionare i dati del siero proveniente da Mosca, di solito per i vaccini già approvati l’iter burocratico è durato circa tre settimane, oggi per lo Sputnik si parla di qualche giorno in più, per i pochi dati pubblicati rispetto alle altre aziende farmaceutiche.
E’ bene ricordare che l’efficacia del vaccino russo si aggira intorno al 90%, lo Spallanzani di Roma ha già emanato, poche settimane fa, un dossier con esito positivo dopo aver visionato attentamente i dati usciti su Lancet, rivista scientifica inglese di enorme prestigio, inoltre è già in commercio in oltre 40 Paesi del mondo.

Dmitriev, che ha lavorato alla produzione del vaccino, ha già annunciato che la Russia è disponibile a fornire all’UE cinquanta milioni di dosi ma a partire dal mese di Giugno.
Nonostante queste voci, un portavoce dell’Ema ha smentito l’esistenza di una trattativa con i russi per l’acquisto del vaccino.
Lo Sputnik V è molto diverso dai vaccini visti in un primo momento in Europa, sfrutta invece dell’ mRna un vettore virale, ovvero un’adenovirus innocuo iniettato per via muscolare, metodo simile è stato usato per il vaccino AstraZeneca, Johnson&Johnson e Reithera.
Nelle prossime settimane sicuramente i vertici dell’Unione Europea forniranno notizie più precise in merito a questa vicenda.

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