Gravidanza e sterilità: se non riesco a rimanere incinta, sono sterile? Entro quanto tempo devo effettuare test ed esami per evidenziare un’eventuale infertilità di coppia?
Sono mesi che tenti di rimanere incinta, mesi di tentativi, di false speranze, di delusioni e di continue illusioni. E magari, la tua migliore amica ci è riuscita al primo colpo, tua sorella è riuscita a rimanere incinta dopo due mesi, e sei circondata di donne che, nel giro di qualche tentativo, sono riuscite a mettere a segno il colpo dell’anno.
Viene a questo punto spontaneo chiedersi: ma cos’ho io che non va? Sono forse sterile?
La parola sterilità fa paura, e spesso viene associata, in maniera sicuramente troppo frettolosa, ad una situazione particolare che è quella legata all’incapacità di rimanere incinta per altri motivi che nulla hanno a che vedere con questioni più delicate. Anche se, dopo qualche mese di rapporti intimi non protetti, consecutivi e quindi mirati, non si riesce ad ottenere una gravidanza, il problema potrebbe essere ben diverso da quello che ci aspettiamo: l’infertilità potrebbe essere anche temporaneamente causata da un problema di stress, da un’eccessiva obesità oppure al contrario, dall’essere sottopeso, e altre volte da uno stile di vita non sano. Se, dopo dodici mesi di rapporti mirati, non si riesce ad ottenere una gravidanza, è bene rivolgersi ad un medico esperto.
Si tratta di una serie di considerazioni e di domande che possono chiaramente sopraggiungere nel momento in cui, in attesa di ottenere una gravidanza, si capisce che c’è qualcosa che non va e che, appunto, impedisce la dolce attesa.
Molte donne pensano di poter avere la fortuna di rimanere incinta al primo tentativo dal momento in cui decidono di ottenere una gravidanza. Molto spesso, si prende magari la pillola per anni, oppure si usa un contraccettivo per molto tempo, e quando poi finalmente sembra sia arrivato il momento giusto per aspettare un bebè, si inizia a cercare disperatamente una gravidanza ma non si riesce ad ottenerla.
Una storia come quella che stiamo per raccontarvi dovrebbe essere messa al bando, soprattutto in un’epoca come quella attuale, nell’epoca moderna in cui il razzismo dovrebbe essere ormai superato anche grazie a continui episodi di sensibilizzazione che vengono quotidianamente proposti.
Questa mattina si terranno i funerali di Pamela Mastropietro, la ragazza di soli 18 anni di Macerata che, tre mesi va, venne barbaramente uccisa ed il suo corpo, per circostanze ancora non del tutto chiare e quindi ignote, venne fatto a pezzi e messo in due diversi trolley per essere infine abbandonato sul ciglio di una strada.
Ha perso il controllo della situazione, Belen Rodriguez, la nota showgirl argentina che, da qualche tempo, avrebbe mostrato di non essere più in grado di gestire i nervosismi che le vengono causati dalla presenza dei paparazzi. E, cosa ancor più grave, fuori da un locale, con i fotografi alle calcagna, Belen avrebbe attaccato i paparazzi sostenendo di essere stanca di essere oggetto continuo di immagini e di richieste di foto, ed accusando Michelle Hunziker di essere, al contrario, sempre felice perché se nessuno la fotografa va in depressione.
La ragazza, vittima della caduta dopo aver fumato uno spinello in gita scolastica, frequenta l’Ipsia Vasco Mainardi di Corbetta. Per lei, la conseguenza di quel gesto è stata “solo” una dolorosa frattura al bacino, che però le è costata un’operazione presso l’ospedale Niguarda di Milano, in cui è stata operata.
È in carcere, attualmente accusato anche di omicidio, il nigeriano Innocent Oseghale che, tre mesi fa, uccise e fece a pezzi il corpo della giovane di Macerata, Pamela Mastropietro: le posizioni del nigeriano, infatti, si stanno aggravando in maniera sempre più seria ed importante, anche a causa delle intercettazioni che sono state effettuate sulle telefonate scambiate con gli altri due nigeriani.
Romano Prodi e la moglie Flavia sono stati colpiti duramente dai ladri che hanno approfittato della loro casa libera, in quanto i due coniugi si trovavano a Roma per partecipare ad una udienza dal Papa organizzata dalla diocesi di Bologna.