Finisce l’ossigeno, l’inferno negli ospedali al limite del collasso

Home / Finisce l’ossigeno, l’inferno negli ospedali al limite del collasso

L’italia come ben noto sta vivendo la peggior crisi dal dopo guerra. La crisi riguarda sicuramente la salute di tutti gli italiani e in particolare sta colpendo la sanità pubblica del nostro Paese.
Infatti, il nostro sistema, soprattutto nelle zone maggiormente colpite dal Covid-19, è al limite del collasso a causa delle poche risorse rimaste a disposizione di medici ed infermieri.

A conferma di questa situazione estrema, arriva il racconto di Maria Cristina Settembrese, 53 anni, infermiera infettivologa all’ospedale San Paolo di Milano.
La donna, una degli eroi silenziosi durante questa grave crisi, ha raccontato alcuni particolari sconcertanti accaduti durante questi giorni.
L’infermeria, lavora da anni nel reparto di terapia subintensiva, definito il Purgatorio prima dell’Inferno (la terapia intensiva). Due notti fa, Maria Cristina e altre sue colleghe insieme allo pneumologo di turno, hanno assistito da soli ben 15 pazienti. Di cui 10 sotto il casco più grande per chi è in condizioni critiche, due con quello più piccolo e 3 anziani sotto morfina, nessuna speranza di sopravvivere.

Surreale è poi l’ultima parte del racconto fatto da Maria Cristina. Precisamente 2 giorni fa alle 5.30 di mattina, durante i soliti controlli di routine, tutti i presenti nel reparto di terapia subintensiva hanno sentito come l’allarme di una bomba e hanno visto una forte luce rossa lampeggiare. La luce e l’allarme stavano ad indicare che l’ossigeno nel reparto stava per terminare. A quel punto, infermieri e dottori hanno dovuto decidere chi rianimare per primo nel caso non si fosse risolta la situazione. Dubbi che nessuno dovrebbe mai doversi porgere.
Per fortuna però, la situazione si è risolta nel migliore dei modi; l’ufficio tecnico è stato avvisato e in circa mezz’ora una squadra apposita è intervenuta nel ricambio delle bombole del pilone generale dell’ospedale.
In ogni caso, è incredibile come si rischi praticamente ogni ora di dover decidere chi lasciare in vita e chi far morire

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi