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I rivetti sono un accessorio utilizzato per le giunzioni in diversi ambiti, soprattutto laddove risulti impossibile o poco pratico utilizzare una saldatura. In particolare forse non tutti sanno che i rivetti sono ampiamente sfruttati per le carrozzerie di auto e moto. Nelle carenature si sfruttano rivetti in materiale plastico, leggeri, solidi e anche poco costosi. Chiaramente in commercio se ne trovano diverse tipologie; è possibile reperire qualsiasi tipo di rivetti in plastica per carrozzeria da trovarivetti.it.More Link

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Quando si decide di organizzare un evento, che sia una fiera, una manifestazione sportiva o qualsiasi altra occasione in cui è previsto un ingente afflusso di persone è importante tenere a mente quelli che sono i servizi che non devono mai mancare.

L’assenza di alcuni di essi potrebbe causare, oltre che malcontento generale, anche sgradevoli inconvenienti con i partecipanti.More Link

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Viaggiare è sempre un piacere, specialmente per chi decide di farlo in compagnia dei propri affetti. Tra quest’ultimi spesso rientrano gli animali domestici, fedeli compagni di avventura che non possono di certo rimanere da soli a casa. Ecco quindi la necessità di dare dei consigli a chi vuole viaggiare con il proprio amico a quattro zampe.More Link

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Da diversi anni ormai in Italia è stato introdotto il digitale terrestre per la trasmissione dei canali televisivi. Certamente l’avvento del digitale ha garantito una maggiore copertura di tutti i canali con un netto miglioramento del segnale rispetto a quello analogico. Con l’avvento del digitale terrestre non è stato necessario sostituire l’antenna, ma solo aggiungere un decoder oppure usare una tv con decoder incorporato.More Link

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A volte trovare a Roma un professionista che sistemi i piccoli problemucci che abbiamo in casa non è facile quanto si possa pensare. Tra persone che neppure rispondono al telefono e altre situazioni problematiche, spesso chi ha bisogno di un antennista tende a richiederlo solo dopo aver provato tutte le strade per evitarlo. In effetti però di bravi antennisti a Roma se ne trovano tanti, l’importante sta nel cercarli nel posto giusto.More Link

Una forte scossa di terremoto, di magnitudo 4.3, è stata registrata dai sismografi dell’istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nel palermitano alle ore 6.14, diffondendo preoccupazioni e terrori tra i cittadini. L’epicentro sarebbe stato localizzato in mare, al largo di Cefalù. Il sisma è stato avvertito chiaramente dalla popolazione soprattutto nella zona delle Madonie, ma anche nel capoluogo in molti sono stati svegliati dal tremore. Numerose le chiamate ai vigili del fuoco. Secondo un’accurata analisi da parte di professionisti, fino ad ora non sono stati segnalati danni a cose o persone.

 

Secondo le prime ricostruzioni fornite da informazioni disponibili, la scossa è stata avvertita non solo a Palermo e paesi limitrofi, bensì lungo tutta la costa settentrionale della Sicilia, da Santo Stefano di Camastra, in provincia di Messina, fino alla provincia di Trapani. Una scossa seguita da almeno quattro susseguitesi nel corso della mattinata. Alle 6.14 la terra ha cominciato a tremare in molti quartieri. La scossa, avvertita distintamente dalla popolazione, soprattutto nei centri delle Madonie, è stata preceduta da altri due eventi sismici di intensità minore, alle ore 5.23 e alle 5.39, di magnitudo 2.0. La scossa è stata soprattutto avvertita in un’ampia area attorno a Cefalù e ha provocato qualche attimo di paura a causa della forte scossa di terremoto registrata all’alba sulla costa settentrionale siciliana.

 

L’evento sismico ha agitato il risveglio di molti turisti che si sono riversati nelle hall delle strutture alberghiere. Tanta paura tra gli abitanti che sui social network hanno riferito di un evento breve ma abbastanza intenso al punto da aprire ante di armadi e persiane delle finestre.
Secondo le ricostruzioni il terremoto è stato localizzato: 33 Km a E di Bagheria (55387 abitanti)
46 Km a E di Palermo (674435 abitanti)
71 Km a N di Caltanissetta (63360 abitanti)
94 Km a N di Agrigento (59770 abitanti)

Sono morti 13 soldati americani uccisi giovedì nell’attentato di Kabul. Le vittime erano in prima linea per tenere sotto controllo l’evacuazione dei civili americani e afgani, erano pronti a fronteggiare questa guerra infinita quando sono stati colpiti da un attentatore suicida all’aeroporto Hamid Karzai. La prima vittima è Nicole Gee, 23 anni, sorgente dei Marines. Qualche giorno fa la ragazza aveva pubblicato una foto che la ritraeva mentre accudiva uno dei bambini afghani passati al di là della recinzione dell’aeroporto di Kabul. Sotto c’è scritto: “amo il mio lavoro”. Era responsabile della manutenzione con la 24th Marine Expeditionary Unit.

Un’altra vittima è il caporale dei Marines Rylee McCollum, 20 anni, di Bondurant. Si è spostato a febbraio e aspettava un bambino, nascerà tra tre settimane. Sognava sin da bambino di arruolarsi, il padre ricorda le sue imprese eroiche nei confronti dei bambini bullizzati perché non sopportava le ingiustizie. Un’altra vittima dell’attentato è Kareem Nikoui, 20 anni, campione di arti marziali. “Biden gli ha voltato le spalle, la colpa è dei nostri vertici militari”, ha detto il padre della vittima.

Max Soviak era il medico della Marina, aveva solo 22 anni. Durante il liceo fioccava a football, sognando di arruolarsi per inseguire la carriera in marina. Jared Schmitz, aveva 20 anni. 20 anni li aveva anche David Lee Espinoza, “era così coraggioso da partire per aiutare le persone. Era fatto così, era perfetto”, ha detto la madre devastata dal dolore. Dylan Merola, 20 anni, sognava di studiare ingegneria. Johanny Rosario, 25 anni, sergente dei Marines. Darin Taylor Hoover Jr, 31 anni, era un giocatore di football. Hunter Lopez, 22 anni, voleva diventare uno sceriffo. Daegan Page, 23 anni, era un ex boy scout e amava giocare a hockey. Ryan Kmauss, 23 anni, era un soldato dell’esercito americano. Humberto Sanchez è l’ultima vittima. Hanno perso la vita per salvaguardare la vita degli altri.

Nella giornata del 27 Agosto 2021 una nuova tragedia ha visto nuovamente vittima una donna di 25 anni violentata da un egiziano di 31 anni sbarcato il mese scorso a Lampedusa. La vicenda è avvenuta a Milano, nei pressi dell’ospedale San Raffaele, dove la vittima lavorava. L’uomo accusato per lo stupro della giovane donna è un cittadino egiziano di 31 anni sbarcato a Lampedusa all’inizio di luglio.

 

La violenza è avvenuta in strada nei pressi della zona di Cascina Gobba.
Stando a quanto ricostruito anche grazie all’analisi delle telecamere poste sulla scena, l’uomo, senza permesso di soggiorno e senza precedenti penali, ha visto passare la giovane che, verso le 6.30 del mattino, si stava recando a piedi in ospedale imboccando una scorciatoia per raggiungere il luogo di lavoro e l’ha aggredita, trascinandola in una zona non visibile e chiusa e l’ha violentata. Dopo la violenza l’uomo è rimasto ancora qualche minuto sul posto, mentre la 25enne è scappata al lavoro, dove ha raccontato alle colleghe cosa le fosse successo. Ferita e spaventata in uno stato di choc si è rifiutata in un primo momento di rivolgersi alla polizia, ma le colleghe l’hanno convinta a presentarsi nel pomeriggio alla clinica Mangiagalli. Si è arrivati, poi, nel giro di pochi giorni al fermo per violenza sessuale perché gli investigatori della Squadra mobile hanno analizzato tutte le telecamere di sorveglianza della zona incrociando questi dati con i tabulati telefonici.

 

Decisivo è stato anche il riscontro ottenuto con le analisi sul Dna. L’uomo 31enne era sbarcato a Lampedusa all’inizio di luglio.
Nel 206, a seguito di una statistica, si è giunti che in Italia circa 6 milioni e 743 000, cioè il 31,9% della popolazione femminile è stata vittima di stupro, sia verbale che fisico. Un numero preoccupante e sempre in aumento.

Ghulam Ahamad Sultani è stato portato in salvo in Italia dai carabinieri che lo hanno riconosciuto in mezzo alla folla in balìa della disperazione. I carabinieri si sono subito accorti che lui e la sua famiglia fossero in pericolo. Ghulam ha portato con sè una piccola valigia con solo pochi vestiti, non ha bisogno di altro. “Tutto il resto ormai fa parte di un passato che non penso ritornerà più ma i carabinieri li porto nel mio cuore. Se sono vivo è grazie a loro”, dice l’uomo con le lacrime agli occhi.

Grande riconoscimento per Ghulam Ahamad Sultani da parte dei carabinieri del Tuscania, i militari occupati a garantire la protezione dell’ambasciatore. Era il tuttofare dei carabinieri del Tuscania, ma in realtà aveva conquistato la fiducia di ognuno di loro. Lo definiscono “il nostro confidente, l’uomo al quale abbiamo raccontato delle nostre famiglie, delle nostre angosce, anche dei nostri hobby. Era uno di noi e ci manca.” Il comandate a Kabul, Alberto Del Basso, lascia trapelare in senso di nostalgia per la lontananza di Ghulam ma l’affetto è tale da preferire che l’uomo stia lontano da quel posto,al riparo con la sua famiglia.

Ghulam è riuscito a parte per l’Italia insieme alla moglie e cinque figli, volando via dalla folla disperata con l’aereo C130 dell’aeronautica militare. Lascia a Kabul due figlie sposate che pertanto devono restare con i loro mariti. “Erano con noi in aeroporto quella notte del 18 agosto ma non sono riuscite a salire. Piangevo e speravo di trascinarle con noi in mezzo a mille persone”. Commosso dichiara che uno dei suoi più grandi desideri è portare le sue fanciulle in Italia, lontano da ogni pericolo. L’uomo è stato coraggioso, ha sopportato le torture dei talebani che lo hanno picchiato e gli hanno urlato “Sporco comunista, tu lavori per loro”. Hanno provato a cercarlo fino a casa ma è riuscito a nascondersi. Non ha perso le speranze e ora sogna di poter andare a Livorno, nella sede della Tuscania.

La comunità scientifica internazionale sostiene la tesi secondo la quale: il rischio di contrarre una forma virale grave di COVID nelle persone affette da malattie autoimmuni è solo leggermente superiore rispetto a chi non presenta uno stato patologico simile. Altra tesi su cui c’è molto da parlare è la possibilità di assumere le dosi di vaccino per i soggetti affetti da patologie autoimmuni. Nonostante queste tesi siano state convalidate dalla comunità scientifica internazionale, sembrano essere motivo di incertezza e scetticismo. Molte persone sono dubbiose in merito alla sicurezza dei vaccini per chi ha un disturbo autoimmune, cronico o meno.

 

Rita Murri, infettivologa, ha spiegato che poiché i vaccini oggi utilizzati sono a mRna o con adenovirus non provoca alcun effetto collaterale invalidante nei soggetti autoimmuni. Poiché però questi soggetti presentano un deficit della risposta immunitaria, potrebbero riscontrare una risposta più lenta e meno forte al vaccino. Presone con psoriasi, ad esempio, possono sottoporsi alla vaccinazione sebbene alcuni farmaci, biologico o convenzionali, potrebbero ridurre l’efficacia del vaccino. È bene sottolineare, secondo la reumatologa Francesca Romana Spinelli, che i benefici del vaccino superano di gran lunga i rischi.

 

Anche per le donne che allattano il vaccino è sicuro. Gli anticorpi sviluppati in seguito alla somministrazione del vaccino in una donna in fase di allattamento possono sono presenti nel latte materno e vengono passati al neonato. Gli anticorpi possono proteggere il bambino dal COVID. Il latte materno contiene 100 volte più anticorpi dopo la somministrazione di entrambe le dosi del vaccino e questo potrebbe essere funzionale alla crescita e allo sviluppo del bambino, nonché la presenza di anticorpi che il bambino assume grazie al latte materno può migliorare in maniera passiva il sistema immunitario. Poiché il bambino non può ricevere alcuna dose di vaccino perché più vulnerabili, la presenza di anticorpi trasmessi dalla mamma può essere una buona forma preventiva contro il COVID soprattutto in questo periodo post- pandemia.

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