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Allerta caldo

Allerta caldo: il Ministero della Salute ha avvisato che nei prossimi giorni scatteranno situazioni da bollino rosso in molte città d’Italia. Ecco quali sono le novità in merito a questa situazione meteo da vera e propria allerta

Allerta caldoÈ arrivato il grande caldo anche in quest’estate del 2018 e il Ministero della salute mette in allerta gli Italiani ed in vita al rispetto delle più comuni regole atte a proteggersi dalle situazioni spiacevoli che esso potrebbe causare.

Le città più colpite dall’afa saranno soprattutto situate nei grandi centri urbani ed il bollino rosso attribuito esprime uno stato di allerta 3: ma a tutto c’è rimedio e se il caldo aggredisce basterà proteggersi con le più comuni regole che potranno permettere la corretta trasudazione del corpo, ricordando che il sudore serve tanto a proteggere lo stesso da eventi inerenti alle temperature troppo alte.

È inoltre fondamentale ricordarsi delle persone più deboli come anziani bambini e persone non autosufficienti, in quanto a causa del grande caldo potrebbero non essere in grado di proteggersi in maniera adeguata: nel caso degli anziani ad esempio sarebbe opportuno non farli uscire a fare la spesa ma farla per loro abbondando di sostanze che possano provvedere alla loro reidratazione.

Sindrome Bambino Scosso pericolo

Sindrome Bambino Scosso pericolo: diventa molto pericoloso quando si scuote il neonato per un periodo da 4 a 20 secondi

Sindrome Bambino Scosso pericoloScuotere ripetutamente un neonato può essere un vero e proprio problema per la sua salute e per il suo benessere, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista psicologico e neurologico: la Sindrome del Bambino Scosso – così si chiama questo grave problema che affligge anche la nostra società, con una incidenza che oggi appare di circa 3 neonati ogni 10.000 – è una sindrome che si ha quando il neonato viene scosso violentemente.

Spesso, è semplicemente una risposta inappropriata ad un pianto che appare inconsolabile, un comportamento che il genitore o l’adulto mette in atto, ignorando i pericoli che possono celarsi dietro questo atteggiamento. Infatti, molto spesso non si è consapevoli dei rischi a cui si va incontro semplicemente perché non si è ben informati circa le conseguenze di un comportamento pericoloso.

Ma quando diventa davvero un pericolo scuotere energicamente un neonato? Il pericolo si inizia ad avere se il neonato viene scosso per circa 3-4 volte al secondo, per un periodo variabile da 4 a 20 secondi: il cervello si muove liberamente nel cranio e le conseguenze possono essere ecchimosi, ferite, e molto altro.

Clima devastato: ultime ondate di calore saranno in aumento nei prossimi 50 anni

Il caldo degli ultimi giorni sta provocando delle vere e proprie problematiche, conseguenze da non sottovalutare, non solo per la salute dell’essere umano ma anche per quel che riguarda quella dell’ambiente: sempre più piante ed alberi, infatti, soffrono di una situazione di calore eccessivo come quello che si è verificato nei giorni scorsi e che sta continuando ad essere un problema anche in queste ore.

Clima devastatoLa situazione è quindi sempre più devastante: sempre più persone soffrono il caldo e le temperature elevate di queste ultime giornate e, quel che è peggio, è che, a quanto pare, le ondate di calore continueranno a devastare in maniera davvero importante il paese, anche nei prossimi anni, è quanto si evince da una recente indagine e ricerca che è stata portata avanti, proprio in queste ultime settimane, da parte dei ricercatori dell’European Commission Joint Research Centre, i quali hanno messo a punto una indagine anche in merito alle evoluzioni climatiche dei prossimi anni, studiando le conseguenze relative ai sette eventi più dannosi dal punto di vista del meteo. Le ondate di calore, secondo gli studiosi, potrebbero addirittura aumentare di ben 50 volte rispetto agli ultimi trent’anni appena trascorsi.

Meteorite in cielo

Meteorite in cielo: si è disintegrato a contatto con l’atmosfera. Nei cieli del Nord Italia un bagliore di luce

Meteorite in cieloUn’esplosione, un bagliore di luce molto forte, un impatto importante sulla terra: è quanto è accaduto nella serata del 30 maggio 2017 nei cieli del Nord Italia, che sono stati letteralmente illuminati dal passaggio di una scia verde che ha preoccupato ed allo stesso tempo entusiasmato i residenti delle città interessate.

Si è trattato del passaggio di un meteorite, un fenomeno che non si presenta così spesso e che nella serata di martedì 30 maggio, intorno alle 23, ha fatto puntare gli occhi al cielo di molti residenti delle città interessate dall’esplosione. Poco dopo il passaggio della scia verde, è stato udito lo scoppio, segno che il corpo celeste, incontrando l’atmosfera della terra, era esploso disintegrandosi completamente: un po’ di paura per chi non ha capito subito di cosa si trattasse, anche perché lo scoppio, sopraggiunto comunque a diversi chilometri di altezza, aveva immediatamente fatto pensare ad una bomba o a qualcosa di peggio.

Il boato è stato percepito in maniera distinta in molte città delle regioni Veneto ed Emilia Romagna ed in particolar modo a Rovigo, Padova, Bologna, Modena e Ferrara: niente paura, però, perché il meteorite non ha provocato alcun danno o problema durante l’impatto con l’atmosfera terrestre.

Pesce Scorpione attenzione

Pesce scorpione attenzione: la sua puntura potrebbe essere letale, i suoi aculei sono altamente velenosi

Pesce Scorpione attenzioneQuest’estate al mare bisognerà aggiungere una cosa alla lista degli eventuali pericoli per noi e per i nostri figli: infatti, oltre ai ricci di mare ed alle meduse – queste ultime sono, da sempre, le più temute – bisognerà prestare attenzione anche ad un altro essere vivente, questa volta un pesce, che rischia di minacciare la nostra serenità ed i nostri bagni al mare. Stiamo parlando del pesce scorpione, meglio noto con il suo nome scientifico, Pterois Volitans, che rischia di mettere una gran paura ai bagnanti.

La caratteristica di questo ospite del mare, che per gli italiani è comunque un pesce per lo più sconosciuto – infatti, secondo le informazioni, non bisognerà avere paura nei mari italiani, visto che questo pesce colpisce per lo più altre zone, come ad esempio i Caraibi – è quella di essere molto pericoloso, a causa della sua puntura, che può rivelarsi davvero letale.

Attenzione, quindi, massima, soprattutto per tutti coloro che viaggeranno alla volta del Mar Rosso, dei Caraibi – e quindi si bagneranno nell’Oceano Atlantico – anche se alcuni casi sono stati registrati anche nel Mediterraneo, ed in particolar modo sulle coste della Grecia. Questo pesce è pericoloso, comunque, soprattutto per gli animali, in quanto pesce predatore.

 

Paura nel cervello

Paura nel cervello: una recente ricerca scientifica dimostra come la paura abbia un proprio nascondiglio nel cervello dell’individuo

La paura sa nascondersi bene, e sa mostrarsi esattamente nel momento più opportuno, con tutta la sua forza e la sua tenacia, spesso alimentata dallo stesso individuo che cerca di celare a sé stesso, oltre che gli altri, i sintomi delle sue stesse tensioni. Questa non è una novità, ma la scoperta che è stata fatta di recente proprio in merito alla paura è molto significativa: infatti, una recente indagine portata avanti dalla Rice University in collaborazione con il Baylor College of Medicine, in Texas, ha reso noti i meccanismi che utilizza il cervello per nascondere la paura e che possono tuttavia anche permettere, in un secondo momento, di “ripescare” i ricordi non proprio piacevoli.

Paura nel cervelloGli esiti di questa ricerca, che potrebbe essere miliare per ciò che è stato scoperto anche in funzione delle patologie legate alla degenerazione cerebrale – in primis Alzheimer – sono stati resi noti sulla rivista scientifica Nature Neuroscience. Qui è stato, tra l’altro, anche indicato in che modo il cervello agisca ripescando i ricordi dolorosi e, talvolta, anche segnalando il pericolo poco prima che esso sopraggiunga: la ricerca effettuata sui topi ha dimostrato come essi si comportassero evitando un determinato percorso dopo che, nello stesso percorso, avevano ricevuto deboli scosse elettriche e ne erano rimasti impauriti

Benefici dieta mima digiuno

Benefici dieta mima digiuno confermati: ecco gli esiti del nuovo esperimento pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine

È una delle diete senza dubbio più discusse degli ultimi tempi, non tanto per il suo fine – che non è propriamente quello di far dimagrire – ma per il modo in cui essa si svolge: stiamo parlando della dieta mima digiuno, ovvero un tipo di proposta alimentare che fa capo ad alcuni studi effettuati, tra l’altro, anche dal biologo Valter Longo, e che sostiene che un regime alimentare basso in calorie ma ricco di grassi insaturi sia alla base della prevenzione di molte patologie legate all’invecchiamento.

Benefici dieta mima digiunoMa non solo: la dieta che mima il digiuno, se sostenuta per alcuni giorni al mese, potrebbe essere anche responsabile di un allungamento della speranza di vita di una persona. Questo è quanto dichiarato, da sempre, dai sostenitori di questo regime, che tuttavia hanno sempre consigliato di non effettuare alcun percorso fai da te ma di effettuare questa dieta solo sotto stretto controllo medico. E adesso, alcuni studi scientifici effettuati su un campione di 100 persone danno ragione agli ideatori di questo ridotto regime alimentare: i risultati che emergono dagli studi pubblicati sulla rivista Science Translational Medicine, sostengono infatti che con questo tipo di alimentazione – che va comunque mantenuta solo ad alcuni giorni al mese – non solo si ottengono effetti importanti dal punto di vista della prevenzione invecchiamento, ma anche dal punto di vista di prevenzione tumore, riduzione grasso addominale, fattore infiammatorio, senza alcun rischio relativo alla possibile perdita di tono muscolare.

Telepatia nei pazienti paralizzati

Telepatia nei pazienti paralizzati: leggere nel pensiero potrebbe diventare possibile per le persone paralizzate, non in grado di muovere nemmeno gli occhi

Al giorno d’oggi, leggere nel pensiero è del tutto impossibile: la telepatia, ovvero l’arte di guardare qualcuno negli occhi e riconoscere ciò che sta pensando, è qualcosa che solo i “maghi” (o finti tali) sostengono di saper fare. E quando si riesce, tramite trucchetti e piccole magie, a trovare il bandolo della matassa, lo si fa comunque per scherzo, con qualche trucco nascosto che evidenzia l’incapacità dell’uomo di leggere nel pensiero in maniera reale e circostanziata.

Telepatia nei pazienti paralizzatiLa lettura del pensiero potrebbe però essere una risposta importante a tutte quelle persone che convivono con pazienti completamente paralizzati, bloccati dentro, chiusi nel loro stesso corpo (come suggerisce la stessa dicitura locked-in): e potrebbe essere possibile grazie alla scienza, che studia da molti anni le modalità atte a comunicare con queste persone ed a consentire loro di far sapere che la loro voce esiste, anche se non esce dalle loro bocche o dai loro occhi.

Una nuova ricerca pubblicata su un giornale scientifico di grande rilevanza, ha fatto emergere che, grazie ad un sistema rivoluzionario, una interfaccia cervello-computer, potrebbe essere presto possibile: l’esperimento condotto dai ricercatori del Wyss Center per la Bio e Neuroingegneria di Ginevra ha infatti fatto emergere che, grazie a questo strumento, è possibile, per i pazienti, rispondere a domande di base, con un sì o un no.

Morte in culla

Morte in culla: scienziati dimostrano che i dispositivi di prevenzione non sono scientificamente provati

Morte in culla: sono ancora tanti, oseremmo dire troppi, i neonati che muoiono ogni anno a causa della mancanza di ossigeno che si può verificare all’interno della culla, che dovrebbe rappresentare un comodo e sicuro rifugio dove dormire.

Morte in cullaI numeri parlano chiaro e lanciano delle evidenze scientifiche su cui vale la pena di riflettere: sono ben 3500 i neonati che ogni anno muoiono, in America, a causa di questa “sindrome”. Che tuttavia non ha ancora trovato il suo giusto trattamento preventivo: nonostante i consigli ed i suggerimenti che spesso si danno ai neo genitori durante il corso preparto o anche durante il corso post parto, sono ancora tantissimi i bambini che perdono la vita a causa della mancanza di ossigeno in culla.

Oggi la tecnologia cerca di andare incontro ai neo genitori ed alle loro normali paure, attraverso la messa in commercio di diversi dispositivi elettronici che possono aiutare, in un’ottica preventiva, ad evitare una situazione disastrosa. Ricordiamo ad esempio i calzini intelligenti, i baby monitor, o altri dispositivi che, se collegati ad uno smartphone, possono dare un aiuto in più in caso di situazioni improvvise molto pericolose.

Ma un recente studio, che ha visto tra gli altri anche la partecipazione di Christopher P. Bonafide e David T, Jamison, ha dimostrato che questi dispositivi, per quanto di aiuto, non possono comunque essere una risposta sicura per evitare la sindrome della morte in culla. Non vi sono dati significativi in questo senso, ma è possibile che questi dispositivi rappresentino un sostegno in caso di bimbi con problemi cardiaci o a rischio di apnea.

 

Cibi bruciacchiati

Cibi bruciacchiati: sono buoni ma anche dannosi per la salute. Aumenterebbero il rischio tumori: ecco perché

A chi non piacciono i cibi bruciacchiati? Dalle patatine fritte un po’ più cotte e croccanti alla polenta fritta ed un po’ bruciacchiata, i cibi fritti non di colore giallo dorato ma marroncino rischiano di far ammalare chi ne abusa.

Cibi bruciacchiatiÈ quanto emerge da una recente ricerca, secondo la quale, tra l’altro, è bene prestare molta attenzione alla cottura dei cibi, in particolar modo degli alimenti fritti: essi possono sprigionare l’acrilammide, una sostanza molto pericolosa perché tossica per il DNA ed in grado di provocare anche il cancro. Non è ancora noto in che modo e con quali quantità, ma questa sostanza può essere molto dannosa, ed è bene prestare la massima attenzione.

Quindi, il consiglio degli esperti – lo hanno dichiarato i ricercatori inglesi della Fsa, ovvero la Food Standards Agency – è quello di provvedere alla cottura degli amidacei – i cibi che rilasciano questa sostanza – solo fino ad un certo punto, ovvero fino al colore giallo dorato: se cotti ulteriormente fino a diventare marroncini, questi cibi possono produrre la sostanza che favorisce, in un particolare processo di cottura, l’insorgenza dei tumori.

Cibi fritti, grigliati oppure al forno, sì: ma con la giusta dose di controllo ed attenzione sulla patina croccante che si forma con questo genere di cotture.

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